Il gruppo ha esordito nel 2001 con la realizzazione di un albero di Natale: l'albero "mandalapace".
Su un grande "mandala", interpretato con i sette colori dell’arcobaleno e dei chakras, spuntava un grande albero di ulivo, chiaro simbolo della pace. Era lo stesso anno del nefasto 11 settembre.
Ogni decorazione, tipo pallina di Natale bidimensionale era formata da doppi cerchi di acetato trasparente, su uno erano riprodotti volti di bambini, sull'altro, sovrapposto , volti dei "grandi " della storia, uomini positivi e no ( garibaldi, bin laden, hitler,nixon, kofi annan, gandhi ecc.). Il significato che abbiamo voluto comunicare: una riflessione sull'uomo e sul mescolarsi delle culture, il mandala è un simbolo di integrazione, armonia e trasformazione nella tradizione orientale; i 7 colori sono anche quelli della bandiera della pace in occidente; l'albero, non è un abete scintillante e consumistico, ma il vecchio e caro ulivo di pace. Ogni uomo, anche il più abietto, è stato per prima cosa un bambino e qui non c'è tanto da dire, è chiaro da solo.
Il secondo lavoro è stato "il totem dei buoni pensieri ". Consisteva in un "muro" fatto di rete metallica leggermente ondulato e sagomato, a questo muro erano attaccate delle strisce di tela bianca con scritte frasi positive oppure erano attaccate foto, oggetti o altro. Ognuno poteva contribuire con la propria memoria di un evento piacevole o con un proprio segno. Le strisce di leggera tela bianca volevano ricordare le preghiere scritte proprie della cultura tibetana. In un momento in cui tutti più o meno si lamentano che le cose non vanno, che la felicità è lontana, che i soprusi sono troppi, noi abbiamo chiesto a tutti un segno positivo della e nella nostra vita.
Poi abbiamo organizzato un evento in cui erano invitati altri artisti a contribuire con la loro arte. Qualcuno ha esposto quadri o foto, c’è stato chi ha dipinto direttamente sul muro un suo personale tema. Chi ha cantato e chi ha suonato. Un fotografo con modella ha scattato istantanee che poi ha esposto. Noi abbiamo fatto un intervento di body art su modella. Il tutto documentato con foto e video.
Un altro lavoro insieme è "il passo delle streghe" con riferimento ad un luogo preciso di San Marino. La foto è sovraesposta e le figure di noi tre molto sfocate, come delle ombre, come se fosse una foto di un tempo lontanissimo, di donne che lasciano una debolissima traccia che però ancora persiste. Ma debbo dire che questa è la mia personale interpretazione. Credo che Thea e Daniela abbiano dei pensieri diversi al riguardo, ed è proprio qui il bello. Anche se il lavoro è uno, lo spirito e l'intento di ognuna di noi è diverso e convivono senza sbranarsi. Sottovoce questo lavoro è dedicato a tanta gente che si incontra, convive, lavora e che potrebbe puntare a ricercare un unico bene comune.