Cellulari: parte il più grande studio mai effettuato per monitorare gli effetti a lungo termine dell’esposizione alle onde elettromagnetiche

È partito ieri in Gran Bretagna quello che è già stato definito “il più grande studio ma effettuato” sugli effetti a lungo termine dell’uso del cellulare sulla salute.
Il Cohort Study on Mobile Communications (COSMOS) monitorerà 250 mila utenti tra i 18 e i 69 anni di Gran Bretagna, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia per almeno due decenni.
Lo studio, condotto dall’Imperial College di Londra, differisce dalle molte ricerche effettuate finora per tentare di esaminare i legami tra l’uso del cellulare e l’insorgere di patologie come il cancro o i disturbi neurologici, poiché COSMOS seguirà il comportamento delle persone ‘in tempo reale’, prendendo in esame anche fattori quali il posto in cui gli utenti portano il cellulare – tasca, borsa, ecc. – e se usano auricolari.
Fino a oggi, secondo la GSMA, sono stati spesi più di 100 milioni di dollari in ricerca sui rischi per la salute legati all’uso del cellulare.
Nel mondo, circolano ben 5 miliardi di cellulari e diverse organizzazioni – dall’OMS all’American Cancer Society - hanno tentato di analizzare i rischi dell’esposizione alle onde elettromagnetiche dei telefonini, ma nessuno di questi studi ha potuto fornire risposte chiare, esaurienti ed univoche riguardo i legami causa-effetto tra l’esposizione ai raggi elettromagnetici del telefonino e l’insorgenza di determinate patologie, almeno quando si parla di bassa esposizione e di effetti immediati.
I precedenti studi su larga scala si sono infatti concentrati sulla ricerca di una connessione a posteriori, indagando cioè su persone già affette da queste patologie e sono stati, inoltre, più limitati dal punto di vista temporale, dato che l’uso di massa dei telefonini non dura che da un decennio ed è un arco troppo breve per stabilire la nocività di un determinato elemento per la salute.
Un po’ meno chiaro è il quadro degli effetti a lungo termine dell’esposizione ai campi elettromagnetici: non si può dunque stabilire con certezza se nuove patologie – nuove forme di tumore, nello specifico - emergeranno da qui a qualche anno.
COSMOS rientra nel programma di ricerca MTHR (Mobile Telecommunications and Health Research Programme), avviato in Gran Bretagna con fondi pubblici e privati e gestito da esperti e accademici indipendenti.
Questo tipo di patologia, ha spiegato il professor Lawrie Challis, presidente MTHR, “compare generalmente dopo 10-15 anni di esposizione”.
Nel caso del fumo, ad esempio, non è stato possibile associare alcun tipo di cancro al polmone fino ad un periodo di almeno 10 anni.
Molti studiosi, infatti, paragonano l’attuale situazione di incertezza proprio a quella dell’amianto o del tabacco quando ancora i rischi sanitari erano poco conosciuti.
Secondo un team di ricercatori svedesi, guidato dal prof. Lennart Hardell, si corre il rischio di una vera e propria epidemia da qui ai prossimi anni: le persone che iniziano a utilizzare il cellulare e i cordless prima dei 20 anni rischierebbero infatti 5 volte di più degli adulti di contrarre un glioma, un tumore del tessuto nervoso che può colpire la massa cerebrale. Per questo Hardell sconsiglia l’uso dei cellulari per i minori di 12 anni, se non in caso di emergenza e consiglia ai ragazzi di usare il più possibile l’auricolare e gli sms.
I 4 maggiori operatori mobili britannici - Vodafone, O2, T-Mobile e Orange - hanno accettato di partecipare allo studio e si sono impegnati a contattare i loro utenti per convincerli a partecipare alla ricerca: almeno 90 mila, secondo le loro previsioni, accetteranno.
Inserita il 23/04/2010 da www.key4biz.it