Dibattito in CGeG sui rapporti con l’Italia, la Presidenza di BCSM, il bilancio

Lunedì 15 dicembre
RAPPORTI CON L'ITALIA
NOMINA PRESIDENTE BANCA CENTRALE
Si è aperta nel pomeriggio la seduta pubblica del Consiglio Grande e Generale con il comma comunicazioni. Al centro del dibattito, i temi dei rapporti con l’Italia, dopo i recenti controlli della Guardia di Finanza ai confini della Repubblica, e la nomina del Presidente di Banca Centrale. Primo a intervenire il consigliere di Su, Alessandro Rossi, che si aspettava “un preciso riferimento” sui controlli dei giorni scorsi ai confini con l’Italia da parte della Guardia di Finanza e sul giudizio del Moneyval dello scorso venerdì. Dopo di lui anche il consigliere Ddc, Giovanni Lonfernini, ha sollevato in Aula i temi dei recenti controlli delle Fiamme Gialle e sottolineato come nell’ordine dei lavori del Consiglio Grande e Generale manchi il comma per la nomina del presidente della Bcsm. “Spero che non sia Valerio de Molli – ha concluso l’intervento il consigliere Democratici di Centro - a dettare al Congresso la linea per la nuova presidenza di Banca Centrale”. Il collega di partito Pier Marino Mularoni ha poi annunciato la volontà dei Ddc di presentare un Ordine del Giorno che impegni il Governo a tenere informato il Consiglio sull’evolversi dei rapporti con l’Italia.
Agli interventi dei consiglieri hanno subito replicato il Segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio, Gabriele Gatti, e il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Antonella Mularoni. Hanno fatto seguito delle precisazioni i consiglieri Stefano Macina(Psd) e Tito Masi (Ap), come responsabili dell’Esecutivo precedente.
Gabriele Gatti (Segretario di Stato per le Finanze): Ci siamo attivati immediatamente per capire il perché del dispiegamento di forze della Guardia di Finanza ai nostri confini, anche se solo per quattro ore. Personalmente ho avuto un incontro a Rimini con il comandante e il suo staff che mi hanno fatto vedere il mandato di controllo relativo a tutti i confini nazionali, non solo quelli sammarinesi. Ho fatto presente che San Marino non può essere considerato alla stregua degli altri Paesi confinanti perché con l’Italia abbiamo degli accordi precisi in materia. Ma è chiaro che non dovevano essere loro i nostri interlocutori, c’è un problema di rapporto generale di definizione delle nostre banche e della loro operatività.
Il secondo tema sollevato, la nomina del Presidente di Banca Centrale, è sicuramente un’emergenza. A gennaio il congresso nominerà una figura autorevole, per il rilancio d’immagine e dell’operatività di Banca Centrale. Non sarebbe stato serio se il giorno dopo l’insediamento, il nuovo Congresso di Stato avesse dato un nominativo. Infatti non avrebbe potuto valutare appieno la candidatura. Mi auguro che a gennaio il Consiglio, al momento della presentazione della nomina, possa valutarla positivamente.
Antonella Mularoni (Segretario di Stato per gli Affari Esteri): Non ho fatto riferimento al Moneyval perché non ho ancora il testo definitivo del giudizio e non ho ancora incontrato la delegazione tornata da Strasburgo. Il Comitato ha appurato come San Marino abbia adottato misure legislative, ma come sia opportuno un ulteriore riferimento a settembre 2009 affinché siano messe in atto e ci siano maggiori informazioni. Le delegazioni hanno apprezzato gli sforzi fatti, anche se insufficienti dato che negli ultimi anni è stato fatto poco. Come Governo siamo ottimisti.
Mi stupisce l’intervento del consigliere Lonfernini su De Molli, perché proprio da De Molli ho appreso che è stato incaricato dal precedente governo di chiedere a Banca d’Italia di suggerire tre nomi per la presidenza di Banca Centrale. In questo momento il governo ha dei contatti e ritiene che non siano Anis e i suoi consulenti a dovere consigliare il nuovo presidente Bscs.
In seguito allo spiacevole episodio della Guardia di Finanza, con Augusto Casali e Maurizio Rattini, abbiamo incontrato il ministro italiano Franco Frattini: l’evento si è verificato un giorno dopo il nostro insediamento. Se c’è responsabilità è del precedete governo. E comunque siamo al lavoro perché non si verifichi più. Non è intenzione del Governo, inoltre, fare della politica estera un terreno esclusivo del Congresso di Stato, le relazioni internazionali sono troppo importanti, vogliamo valorizzare il Consiglio Grande e Generale.
Tito Masi (Ap): “Solo una precisazione su quanto riferito dal Segretario di Stato per gli Affari Esteri: non c’è stato nessun incarico ufficiale da parte del Congresso di Stato al dottor De Molli. Mai è stata fatta una delibera a riguardo. Se qualche singolo ex Segretario di Stato si è mosso in questa direzione, se ne assume la responsabilità.
Stefano Macina (Psd): “Confermo quanto riferito dal consigliere Masi, Rispetto alla presidenza di Banca Centrale, nessun incarico è stato dato a Ambrosetti o a De Molli. Come Comitato del Credito e del Risparmio, abbiamo richiesto uno studio-ricognizione su come gli altri Paesi si muovono per la ricerca di candidati e se aveva dei contatti per le possibili candidature. Non esiste nessun incarico ufficiale, solo un discorso di collaborazione e di rapporti che si è venuto a creare al di fuori, nei colloqui per la rosa dei nominativi. Il Governo è libero di scegliere chi vuole, ho lasciato tutta la documentazione al nuovo Segretario, non esiste nessuna nota segreta”.
BILANCIO PREVISIONE 2009 E BILANCI PLURIENNALI 2009-2011
È entrata nel vivo la seduta del Consiglio Grande e Generale con il dibattito sul Bilancio di Previsione 2009 e i Bilanci Pluriennali 2009-2011. E’ stato il Segretario di Stato per le Finanze, Gabriele Gatti, a illustrare in Aula i provvedimenti previsti dal Governo e, in particolare, gli emendamenti apportati rispetto alla I lettura, poi hanno preso la parola gli altri colleghi del Congresso di Stato.
Di seguito un riassunto dei vari interventi:
Gabriele Gatti (Segretario di Stato per le Finanze): “Esprimo apprezzamento per quanto fatto dal mio predecessore ma, sentite anche le categorie economiche e sindacali, il Governo ha deciso di apportare alcune modifiche. Il lavoro svolto non è esauriente, ma tiene comunque conto della crisi internazionale: c’è stata una forte contrazione negli ordini, le banche sono di fronte a una crisi inimmaginabile, il rapporto con l’Italia è compromesso, per cui il Governo ha deciso di agire con cautela.
Abbiamo previsto una riduzione del 2,5% degli introiti dall’Igr, sull’imposta speciale di bollo sui servizi di agenzia, di rappresentanza, di commercio e similari, e sull’imposta sulle merci importate con una diminuzione della previsione di entrata di 13,313 milioni di euro. Per il 2010 la diminuzione sarà dell’1,5%, pari a 8,363 milioni, e per il 2011 dell’1%, pari a 6,606 milioni. C’è l’auspicio per una ripresa economica nel 2010 per recuperare una parte considerevole delle entrate.
Il Governo, inoltre, istituisce un apposito capitolo di bilancio per interventi straordinari a sostegno dell’economia, di 4,455 milioni di euro per il 2009, pari al 45% della previsione di entrata dai giochi della sorte. Sarà il Congresso a emanare apposito progetto di legge per decidere gli interventi, in modo che il Consiglio Grande e Generale sia informato e possa valutare le misure. Si tratta di un intervento significativo che, unito agli ingenti stanziamenti per l’Azienda di Produzione e l’Azienda dei Servizi, rappresenta un buon punto di partenza.
Nel bilancio c’è un aiuto concreto per l’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie, crescono i contributi a San Marino Rtv ed Eras. Un capitolo a parte spetta alle spese correnti, con la previsione 2009 per il personale sottostimata: è prioritario fare uno sforzo per diminuirla. Alla ricerca va un milione di euro in meno, ma ci sarà un aumento con il prossimo assestamento.
Quello che preoccupa il Governo è il mutuo a pareggio di oltre 24 milioni di euro, un disavanzo significativo che può ancora lievitare. Dobbiamo guardare avanti e affrontare la crisi con forza: per ora abbiamo preferito concentrarci sugli interventi più urgenti, ma i progetti ci sono e ci sono le condizioni per concretizzarli”.
Claudio Podeschi (Segretario di Stato per la Sanità): “Le modifiche che apportiamo al bilancio portano a una previsione di disavanzo di circa 24,7 milioni di euro, non pochi. Dal 2006 a oggi la spesa corrente è aumentata e abbassare le imposte non ha portato a maggiori entrate, dato che non si è favorita l’impresa.
Nel mio settore la situazione è valida, ci sono però delle necessità impellenti: per esempio il completamento della riforma previdenziale; alcuni aspetti infrastrutturali, come il parcheggio dell’ospedale, per i quali oggi il Congresso ha nominato una delegazione; la riorganizzazione del personale dell’Istituto per la Sicurezza Sociale. Nel prossimo futuro occorre dare più risorse alle famiglie, puntare sull’attività congressuale di tema medico e potenziare il rapporto con l’Università.
Fabio Berardi (Segretario di Stato per il Turismo): “Nella previsione di Bilancio le entrate sono state sovrastimate e le uscite sottostimate. Infatti la Commissione di Controllo della Finanza Pubblica non concorda con l’impostazione data e constata che negli ultimi mesi del 2008 il quadro economico è peggiorato. Il risultato è un aumento significativo del disavanzo.
Per ridurre la spesa corrente, quella per il personale è stata spostata in conto capitale, ma così non c’è un effettivo risparmio. In nome del buonsenso abbiamo previsto una riduzione nelle previsioni di entrata, pari a 13,303 milioni di euro, e messo a punto un pacchetto anticrisi che tiene in conto le osservazioni delle associazioni di categoria e dei sindacati.
Sul fronte del turismo va valorizzata l’entrata nella lista dei patrimoni Unesco, mentre, per quanto riguarda l’Azienda dei Servizi, secondo la Commissione di Controllo della Finanza Pubblica, il Governo precedente lascia all’attuale una pesante eredità, l’aumento tariffario del 20%. Occorre dunque pianificare gli investimenti per valorizzare la gestione, senza che lo Stato eroghi più risorse, ma puntando su strategie aziendali efficaci. Dobbiamo fare diventare l’azienda una spa, con il 100% delle azioni in mano allo Stato e le reti di proprietà dello Stato, va rivisto l’organigramma, occorre trovare nuovi mercati e avere una gestione del personale autonoma.
Gian Carlo Venturini (Segretario di Stato per il Territorio): “Il progetto di legge in discussione, la legge di Bilancio Previsionale 2009, è stato presentato dal governo uscente in ordinaria amministrazione. Più che una legge finanziaria è un rendiconto di bilancio, non va ad incidere sugli equilibri e manca di interventi strutturali per il futuro. Non sono previsti interventi sulla fiscalità e sull’equità fiscale sollecitati da sindacati e categorie. Non si riduce l’aliquota della monofase, né si introducono nuove entrate strutturali, su cui avremmo potuto contare nei prossimi anni. Inoltre, in questa legge non è stata volta adeguata attenzione sulle politiche sociali, le risorse a disposizione sono contenute e poco efficaci, se non accompagnate da altri interventi.
In questa legge di Bilancio è aumentata in maniera significativa la spesa corrente. Più volte si è parlato di una sua diminuzione, ma non è un dato espresso in termini reali perché si parla di incidenza percentuale rispetto alla spesa totale. In realtà, la spesa corrente è aumentata, non si è inciso sulle spese superflue e sui settori non strategici. Il bilancio annuale si aggrava di rilevanti spese fisse e obbligatorie, la manovra di contenimento non è stata efficace per liberare le risorse necessarie agli investimenti e a garantire la competitività del sistema economico.
Il Governo ha riscontrato che alcune voci in entrata, in particolare l’imposta generale sulle merci importate e quella sui redditi, sono state sovrastimate. Di fronte alla crisi economica e occupazionale non era stato previsto nessun intervento straordinario per attenuare gli effetti negativi sull’economia e sulle famiglie dei sammarinesi. Per questo il Governo ha previsto interventi che rendono più realistica la proposta di previsione. Tra questi, viene elevato da 30 a 40 milioni l’importo per il finanziamento della prima casa. E’ poi previsto un fondo di interventi straordinari di 4 milioni e mezzo di euro a sostegno dell’economia”.
Romeo Morri (Segretario di Stato per la Pubblica Istruzione e Cultura): “Dopo anni di instabilità politica e momenti in cui l’immagine di San Marino era ai minimi storici, il nuovo Governo si trova ad operare in questo contesto. In questi anni la politica del rinvio ha lasciato il sistema sammarinese in una situazione complessa, a questo va aggiunto il difficile rapporto con l’Italia. I risultati sono l’aumento della disoccupazione - almeno 300 sono le persone in mobilità, molte aziende versano in gravi difficoltà,- e, d’altra parte, il sistema sammarinese non è più interessante per degli investimenti all’esterno.
Il 9 novembre scorso i sammarinesi hanno voltato pagina. Il Patto per San Marino vuole governare in questa fase di recessione economica con l’obiettivo di informare i cittadini delle scelte che non saranno calate dell’alto. Alla luce del suo programma politico e della situazione economica sempre più delicata, il Governo ha impostato il lavoro su questo bilancio volto ad adottare scelte oculate e serie, e a dire ai sammarinesi quella che è la realtà sul piano economico e finanziario.
Come Segretario di Stato alla Pubblica Istruzione, vorrei soffermarmi sulle competenze in merito alle problematiche giovanili. La situazione della crisi della famiglia sammarinese e delle difficoltà che hanno molti giovani oggi (dall’inserimento del mondo del lavoro, ai disturbi alimentari, alle droghe) sono problematiche che ci devono vedere pronti. Ogni intervento dovrà avere come centro la famiglia che va sostenuta con politiche serie e coerenti, come ribadito dal nostro programma.
Dobbiamo poi rendere esecutive tutte le proposte sulle politiche giovanili. Tornando al Bilancio, gli emendamenti proposti sono emendamenti seri e onesti. Questo infatti non è tempo delle cicale ma delle formiche, ma c’è l’impegno del Governo di costruire una fase nuova che vede coinvolti, in primis, tutti i cittadini per affrontare insieme una fase difficile e delicata di recessione”.
Valeria Ciavatta (Segretario di Stato per gli Affari Interni): “Il Bilancio di previsione è stato redatto in regime di ordinaria amministrazione. Voglio dare atto all’ex Segretario di Stato Macina di aver fatto tutto quanto necessario ed utile per consentire al Governo nominato dalle elezioni di avviare la legislatura senza difficoltà. In tema di minori entrate: è un problema che per la maggioranza risente dello scenario mutato profondamente dopo l’impostazione della legge di prima lettura. Non ritengo il governo precedente responsabile di una situazione che è frutto di scelte succedute nel tempo e che hanno determinato una forte spesa corrente. Riguardo al Pubblico impiego e all’incidenza sulla spesa corrente: ci apprestiamo al rinnovo dei contratti, ma non ci sottraiamo di compensare tutta una serie di richieste di professionalità e di prestazioni dell’amministrazione. Ci sono tanti strumenti per diminuire la spesa corrente e dare, allo stesso tempo, riconoscimenti al personale più meritevole”.
Marco Arzilli (Segretario di Stato per l’Industria e per il Commercio): “In un momento come questo ci vuole realismo e concretezza e il Governo è pronto ad affrontare le ripercussioni della crisi, concentrando tempi e risorse là dove c’è n’è più bisogno. La mia Segreteria è al centro delle problematiche per cui occorre parlare di prospettive di crescita e rilancio.
L’instabilità politica ha bloccato molte iniziative e il bilancio ha una spesa pubblica troppo pesante. Per il commercio nel programma di Governo è previsto l’abbassamento della monofase, così come il monitoraggio dell’andamento della San Marino Card per verificarne l’efficacia e migliorarla. Sul fronte industria, serve un Governo stabile e il rispetto delle regole. Occorre portare avanti sinergie tra le diverse Segreterie, tra Industria e Giustizia, che ha la delega per la Ricerca, per sviluppare per esempio il Polo tecnologico, ma anche tra Industria e Turismo, per mettere in campo grandi azioni. Lavorare e fare politica, questa la ricetta per rispondere alla crisi delle aziende sammarinesi: le scelte economiche vanno prese secondo una linea politica netta e chiara, che prende decisioni ascoltando le diverse categorie”.
Augusto Casali (Segretario di Stato per la Giustizia): “La proposta di Bilancio dell’ex Segretario Macina è un fatto positivo, ma è difficile intervenire su un bilancio fatto da un’altra maggioranza, un bilancio ibrido, che non è completamente del vecchio Governo, né del nuovo.
Questo documento può garantire il buon funzionamento di San Marino, avendo tenuto conto degli effetti della crisi. C’è grande attenzione al tema della sicurezza, che è un problema prioritario, su cui agire in più direzioni, sulle risorse umane come sui mezzi. Da subito è necessaria una legge per il censimento in modo da fotografare la situazione esistente. Per i settori della giustizia, dell’informazione, della ricerca e delle Giunte di Castello il bilancio garantisce la possibilità di raggiungere risultati apprezzabili. In particolare per la giustizia ci sono garanzie per il suo funzionamento: il Governo deve pretenderne l’efficienza”.
Gian Marco Marcucci (Segretario di Stato per il Lavoro): “Occorre rivedere il nostro modello di crescita, investendo in qualcosa di più premiante del consumismo ad ogni costo, senza fare drammi e ricorrendo a interventi straordinari se necessario. La Commissione di Controllo della Finanza Pubblica consigliava di rivedere al ribasso la stima delle entrate e il Governo ha provveduto, aumentando il mutuo per il pareggio di bilancio, la cui entità risentirà anche delle misure anti-crisi.
Occorre puntare sulla qualità della vita, come sinonimo di possibilità, di impiego idoneo e soddisfacente: non serve un approccio passivo e assistenziale, ma stimolare l’inserimento nel mondo del lavoro di nuove generazioni di imprenditori.
Il bilancio può dare il giusto incentivo alla formazione, per cui aumenta la spesa, ma anche al tempo libero e alle politiche abitative, con le risorse per l’edilizia sociale che passano da 30 a 40 milioni di euro e soddisferanno tutte le richieste di mutuo agevolato per la prima casa. Dobbiamo difendere l’impresa seria, che investe in ricerca, sviluppo e formazione, e promuovere l’occupazione qualificata e la modernizzazione delle aziende. Serve un impegno comune tra società, imprese e politica per favorire la diffusione della cultura del cambiamento”.
Antonella Mularoni (Segretario di Stato per gli Affari Esteri): “E’ un atto di onestà e di chiarezza per il Paese dire che, sul fronte delle entrate, il progetto di Legge è stato sovrastimato, dire che la crisi internazionale avrà effetti e incidenza per il nostro Paese, a cui si aggiungono problemi diversi, come il cattivo rapporto con l’Italia. Fare modifiche al testo di legge è indispensabile, come anche impegnarsi fino ad ora per l’anno prossimo in fase di assestamento di bilancio con scelte di natura economica diverse da quelle che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Rispetto al bilancio del Dipartimento Affari Esteri che eredito dal mio predecessore, un intervento che segnaliamo è l’emendamento fatto all’articolo 44 relativo agli oneri per la Consulta per ‘Europa. Abbiamo infatti deciso di avere un approccio più pragmatico: piuttosto che istituire consulte con troppe persone e soggetti, ci impegniamo a coinvolgere tutte le categorie interessate. Allacceremo i rapporti con Bruxelles per capire le problematiche dei nostri imprenditori e faremo poi una valutazione sul futuro per vedere il rapporto del nostro Paese con l’Ue. Ed eventuali proposte e idee del governo, quando dovranno essere concretizzate, saranno oggetto di dibattito in quest’Aula. Riguardo al settore diplomatico: bisogna riorganizzarlo secondo logica. Ci sono sedi sovradimensionate come personale solo per ‘sistemare un po’ di gente’. E’ necessario affrontare il discorso sulla pletora di ambasciatori e consoli su cui ci sono perplessità. E’ necessaria una ricognizione a livello generale, nel più breve tempo possibile, per portare proposte nel Congresso di Stato e poi nella Commissione delle politiche consiliari e degli affari esteri sulle nuove e diverse linee da seguire. Le intenzioni sono coerenza da un lato e, dall’altro, eliminare le spese superflue delle rappresentanze consolari non adeguate”.
Claudio Felici (capogruppo Psd): “Troppe volte ho sentito oggi che bisognerebbe fare questo e quello, ma non siamo più fase del limbo. Siete al governo e dovete dire a questo Paese le intenzioni che questo governo ha. Se è vero che il Paese è in ginocchio, allora non capisco perché il Segretario di Stato Gatti ha iniziato il suo intervento complimentandosi con il Segretario Macina per il lavoro svolto e Podeschi ha riconosciuto al suo predecessore altrettanto. Questo Paese ha bisogno dei richiami alla responsabilità, un elemento per cui il Segretario di Stato Arzilli si è distinto. Al richiamo della responsabilità siamo sensibili e lo dimostreremo nel corso dell’esame dell’articolato. Riguardo agli interventi sul progetto di legge, sottolineo che negli emendamenti annunciati non ho visto elementi per la promozione di Università e formazione, né investimenti sulla ricerca. E non si può venire in quest’aula a dire che si taglia sulla Consulta per l’Europa”.
Pier Marino Menicucci (Eps): “Diamo atto all’ex Governo di avere agito con responsabilità. La nuova maggioranza ha analizzato con attenzione il bilancio e ha deciso per una serie di emendamenti. Nel 2009 saranno necessari altri provvedimenti ma questo governo ha dimostrato grande senso di responsabilità di fronte alla crisi. La politica estera ha un ruolo di grande rilevanza ma occorre anche investire in opere pubbliche, senza dimenticare che lo stato sociale è fondamentale”.
Martedì 16 dicembre
BILANCIO PREVISIONE 2009 E BILANCI PLURIENNALI 2009-2011
E’ ripreso nella mattinata del 16 il dibattito consiliare sul Bilancio di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2009 e i Bilanci Pluriennali 2009/2011, giunto in seconda lettura. Sono 56 i consiglieri iscritti a intervenire: il dibattito, iniziato ieri, proseguirà anche nel pomeriggio. Di seguito, alcune riprese degli interventi:
Francesca Michelotti (Su): “Il Bilancio dello Stato è in buona salute, malgrado i toni apocalittici usati da alcuni consiglieri di maggioranza. C’è il successo di politiche di bilancio, contraddistinte da un avanzo di amministrazione aumentato del 30% rispetto al bilancio precedente, che consentirà investimenti per 20 milioni di euro per il nuovo polo scolastico di Fonte dell’Ovo, per esempio. Dati incoraggianti che ci inducono al cauto ottimismo, malgrado la sfavorevole congiuntura economica”.
Gian Nicola Berti (Noi Sammarinesi): “E’ un momento particolare per approvare un bilancio, la situazione del Paese è grave. Gli interventi dei Segretari di Stato sono stati adeguati e rispettosi tanto del programma di Governo quanto degli interventi necessari per limitare la crisi. Se si tratta di un bilancio di compromesso, la colpa è del Psd: siamo andati in crisi a giugno ma abbiamo dovuto aspettare novembre per le elezioni.
Stiamo vivendo una crisi gravissima del sistema bancario sammarinese, per effetto di politiche economiche non troppo attente. Ora è necessario un intervento di sistema e imporre che le piccole banche si aggreghino e si patrimonializzino. Non potremmo affrontare una criticità delle nostre banche e Banca Centrale deve essere puntuale in chiave di prevenzione e controllo”.
Pasquale Valentini (segretario Pdcs): “Il bilancio che esaminiamo oggi si muove tra due binari: da un lato la necessità di evitare l’esercizio provvisorio, dall’altro un panorama mondiale poco rassicurante che sta mostrando anche nel nostro Paese, gradatamente, i suoi effetti. C’è dunque una situazione di crisi internazionale di fronte alla quale possiamo fare ben poco per cambiare il suo percorso. Ma c’è un aspetto che dipende da noi: determinare la situazione politica.
In passato siamo arrivati a presentare il bilancio senza una vera e propria programmazione economica, perché la situazione politica era quella di un Governo appena nato o in crisi. Nella relazione del Segretario uscente, si dice che la possibilità di un piccolo Paese come il nostro di fronteggiare le diverse sfide sta, innanzitutto, nella sua coesione sociale e nella capacità di fare sistema. Questa è una questione da cui non siano riusciti a uscire: trovare la sufficiente coesione sociale e stabilità politica.
Il bilancio, che nasce con questi limiti, si è posto due obiettivi immediati: un maggior realismo nell’esaminare i dati e in particolare, la tenuta delle entrate; in secondo luogo vedere come intervenire con provvedimenti che costituissero già un primo abbozzo di misure anticrisi. E di coinvolgere poi in queste scelte tutte le categorie economiche e sociali e tutto il Consiglio Grande e Generale che al più presto analizzerà un pacchetto il più possibile aderente alle necessità.
Non solo quindi aiuti per situazioni di bisogno, ma interventi per tutto il sistema. Occorre mettere l’accento sul programma di governo: si tratta di lavorare perché il sistema addormentato, ricevuto in eredità, si possa rimettere in moto. Nelle misure anticrisi c’è una prioritaria, la politica estera, per consentire alle nostre banche e aziende di recuperare una maggiore operatività in un clima di maggior chiarezza delle regole reciproche. Il fatto che subito il Governo si sia adoperato per questo e che siano già partiti contatti e incontri è un segno che il Governo ha consapevolezza delle difficoltà ma è determinato a muoversi.
Accanto alla politica estera resta il percorso di razionalizzazione della nostra amministrazione: il nostro è un Paese che non può permettersi più lo spreco che portiamo avanti in molto settori. Dobbiamo fare sistema per far sì che la politica crei le condizioni in cui le potenzialità possano esprimersi e trovare energie per uscire da una situazione di difficoltà”.
Marco Gatti (Pdcs): “Siamo stati accusati di non avere un programma economico, ma siamo al Governo da 10 giorni. Questo bilancio di previsione è stato presentato per evitare l’esercizio provvisorio, non so se sia un bene o un male: certo, aiuta la Pubblica Amministrazione a non andare in difficoltà, ma non è questo lo scopo di un bilancio di previsione.
Per i bilanci del futuro vanno fatte tante cose: serve una struttura diversa, più chiara; occorre che gli enti pubblici rispettino gli adempimenti e mettere in pratica un corretto utilizzo del bilancio di previsione. L’altra sfida è razionalizzare le risorse nel tempo.
Con l’Italia serve un rapporto basato sulla fiducia, e le Segreterie competenti si stanno operando. Occorre mettere in atto le normative approvate, perché il Moneyval vuole vedere se le attuiamo, e produrre misure mirate contro la crisi, attraverso scelte non assistenzialiste ma che rilancino l’economia.
Dal bilancio abbiamo tolto lo stanziamento per la Consulta per l’Europa perché ulteriori tavoli sono inutili e causano ritardi: ci sono già le Segreterie competenti, quello che invece è necessario è un confronto continuo. Forse potevamo fare qualcosa in più per la cultura, per esempio si può ritirare l’emendamento che taglia di un milione di euro le risorse per la ricerca”.
Giuseppe Maria Morganti (Psd): “Rispetto all’emendamento del governo relativo alla riduzione delle entrate, ci rendiamo conto di un errore tecnico. Abbiamo una riduzione del gettito monofase previsto di 10 milioni di euro, il 2,5% dell’incasso previsto dall’ex Segretario Macina, mentre la relativa uscita per il rimborso della monofase è diminuita di una percentuale inferiore. Ma se si diminuisce l’introito si deve diminuire, nella stessa misura, anche l’uscita.
Un altro errore tecnico è relativo ai rimborsi delle imposte dirette. Una cifra che non è una valutazione di previsione, ma una previsione oggettiva. Ridurre quell’importo equivale perciò a uno sbaglio. Nella manovra ci sono degli errori tecnici, gravissimi. E ci sono anche due interventi cruciali da mettere in atto: alzare i contributi alla ricerca e quelli legati alla vendita delle case, che diminuiscano è un segnale politico bruttissimo. I 30 milioni di euro previsti per gli stanziamenti alle giovani coppie per l’acquisto della prima casa sono più che sufficienti rispetto alle richieste. Perché il nuovo governo invece ci porta un incremento del 25% per il finanziamento della costruzione di nuove case? Allo stesso tempo, si registra una riduzione al finanziamento della ricerca: perché se la sua incidenza sul bilancio è minimale? Perché si usa la legge del taglione proprio su fondi decisi da una specifica Segreteria di Stato precedente, vuole essere uno schiaffo a quella Segreteria? E poi ci sono due emendamenti molto gravi: il primo è l’uccisione dell’idea della Consulta per l’Europa. E ancora peggio è il successivo con cui si dice esplicitamente che le regole internazionali da seguire per la costituzione di un fondo di garanzia a tutela dei risparmiatori debbano essere non quelle europee, ma quelle internazionali”.
Federico Bartoletti (Eps): “Alcuni interventi dei miei colleghi sono troppo influenzati dalle ultime vicende e alcune critiche non sono realistiche. Questo bilancio non ha l’obiettivo di dare un’indicazione politica, ma è un’assunzione di responsabilità per evitare l’esercizio provvisorio. Il primo vero atto di politica-finanziaria sarà il prossimo assestamento. Comunque ci sono tante cose da affrontare e i nostri emendamenti vanno letti in virtù della crisi: la polemica sulla ricerca è pretestuosa, dato che si può intervenire con leggi specifiche.
Per i prossimi bilanci due elementi vanno tenuti presenti: la tenuta del quadro politico da una parte e, dall’altra parte, la necessità di ricercare una nuova etica della responsabilità da parte dei cittadini, degli operatori e delle imprese. Serve un nuovo approccio alle tematiche sociali, etiche e bioetiche”.
Fiorenzo Stolfi (Psd): “Dal nostro punto di vista, il bilancio che si presenta con gli emendamenti del Governo è sicuramente peggiorativo rispetto al nostro. Contiene scelte che non condividiamo assolutamente, come tagliare i fondi per la ricerca e per il finanziamento della Consulta dell’Europa. Sono scelte che non trovano la nostra condivisione perché vanno in direzione contraria alle esigenze del nostro Paese.
Abbiamo intenzione di presentare degli emendamenti perché riteniamo che il bilancio che abbiamo presentato possa essere ulteriormente migliorato. Sono infatti passati dei mesi e ci sono situazioni che devono essere tenute in considerazione per la nostra economia.
Altro elemento di delusione sono stati gli interventi dei Segretari di Stato. Ci aspettavamo che potessero dare, settore per settore, un’indicazione precisa degli interventi dell’esercizio finanziario 2009. Nella quasi totalità dei 10 interventi abbiamo ascoltato relazioni molti povere che dimostrano come quello attuale sia un governo di carta, senza struttura e senza sostanza.
Oggi tocca a voi dire cosa si deve fare e soprattutto cosa farete. Avete un programma di governo da settembre, che resta un programma assolutamente generico e aleatorio. Il problema è che bisogna cominciare a dire come le fate e quando le fate le ‘cosine’ che avete sul programma perchè è con le finanziarie e il bilancio che si fa vedere dove si deve andare. Questo è un elemento di delusione e di preoccupazione che ci pervade perché vediamo un’inconsistenza di fondo. L’impressione finale che si ricava è che in questa maggioranza non ci sia coesione e condivisione degli obiettivi e degli strumenti con cui realizzarli”.
Nadia Ottaviani (AeL): “Il precedente Governo ha dimostrato senso di responsabilità, ma non condivido interamente le linee politiche ed economiche di questo bilancio. E per questo abbiamo presentato degli emendamenti su alcune voci sostanziali. Per esempio sulla spesa corrente, che è stata notevolmente sottostimata.
A chi ci dice che mancano proposte per le infrastrutture, rispondo che c’è maggiore sostegno alle giovani coppie per l’acquisto della prima casa, c’è il trasferimento dell’Università nel centro storico e il plesso scolastico di Fonte dell’Ovo. L’esecutivo si è dimostrato capace e i partiti del patto sensibili, per il futuro potremo fare bilanci migliori. I segretari stanno facendo un ottimo lavoro per risolvere i problemi ereditati, ma più che un Messia ci vorrebbe un mago, ma di certi nell’operare in giro non ce ne sono. Per fortuna di illusionisti nel nuovo esecutivo non c’è traccia.
Abbiamo messo in atto una revisione del bilancio equilibrata, tenendo conto delle raccomandazioni della Commissione di Controllo della Finanza Pubblica. Agli stati serve lungimiranza, ma nel regno della fattibilità: ho piena fiducia in questa maggioranza”.
Giovanni Lonfernini (Ddc): “Oggi e ieri in Aula si è materializzato ciò che si era anticipato, cioè che nessuno ha la bacchetta magica ed è in grado di fare i miracoli. Il Governo si presenta in questo modo e la conferma è stato il dibattito che ci ha accompagnato. Abbiamo avuto interventi opachi e sbrigativi e si riconferma che non c’è un intervento politico di svolta. Il Patto per San Marino ha di fatto i numeri per governare ma non ha un progetto politico. Alcuni interventi dei Segretari di Stato vanno messi sotto la lente di ingrandimento. Il neo Segretario al Turismo, Berardi, non ha detto niente. Un altro intervento da rilevare era quello del Segretario di Stato per gli Affari Esteri: il suo è stato un intervento non da politico ma da funzionario della pubblica amministrazione. Non ha parlato di politica estera, non ha detto niente sugli elementi di novità sull’incontro avuto con il Ministro italiano Franco Frattini. Ancora una volta, c’è una maggioranza che non riesce ad avere in un progetto di fondo”.
Andrea Zafferani (Ap): “Il clima è molto diverso dagli ultimi anni, allora la nostra economia va rilanciata verso altre tipologie, più orientate al valore aggiunto, come le energie rinnovabili, il risparmio energetico, lo smaltimento di rifiuti, la ricerca medica e sanitaria. Occorre dunque andare verso una nuova economia, reale e virtuosa, in un momento in cui il sistema finanziario soffre. Questo può comunque essere il secondo motore della nostra economia se si adegua al sistema internazionale: si deve ragionare sul segreto bancario e sull’attuazione del Fondo di Garanzia dei depositanti,
Turismo e commercio sono il terzo motore, un commercio di qualità e competitivo sui prezzi. Da questo punto di vista la San Marino Card è il primo passo nella direzione del fare sistema. Occorre investire anche sulle infrastrutture e sul miglioramento dei servizi informatici e da subito servono delle misure per sostenere l’economia e i consumi interni: per questo abbiamo previsto per il piano anticrisi un fondo da 4,5 milioni di euro, un’occasione per scelte politiche importanti. Occorre anche investire sugli ammortizzatori sociali e garantire un forte impegno per l’accertamento dei redditi”.
Stefano Macina (Psd): “Credo che quello che è stato presentato non è solo un bilancio tecnico per evitare l’esercizio provvisorio, ma nell’ambito della proposta presentata ci sono una serie di elementi importanti. E’ stato detto che si lascia un’eredità pesante. Francamente credo sia difficile dirlo. Vorremmo tutti avere l’eredità attuale. Aver lasciato oltre 70 milioni di euro di disponibilità dello Stato non mi sembra un’eredità pesante. Aver creato i presupposti per la riduzione della spesa corrente, non mi sembra un’eredità pesante. Aver avviato la riforma della Pubblica Amministrazione e dell’Ufficio Tributario per la semplificazione dei rapporti con il contribuente, non mi sembra un’eredità pesante.
Riguardo alla critica di non aver presentato un programma economico, al 90% era elaborato, ma ritengo che un governo in ordinaria amministrazione non abbia i requisiti per presentarlo. Sulla stima sulle entrate, si dice eccessiva rispetto alla situazione economica. Non metto in discussione la capacità di stima del governo attuale, ma rispetto alle proiezioni avevamo già diminuito le stime. Chiaramente, a settembre e ottobre le risultanze sono state ulteriormente negative, in parte dunque l’intervento del nuovo esecutivo è possibile giustificarlo. Ma per il resto, è fatto in maniera molto approssimativa”.
Alessandro Rossi (Su): “Emergono due dati di fatto: una certa delusione per gli emendamenti presentati dalla maggioranza, 10 in tutto, di cui tre tecnici, tre nominali e i restanti politici. Rispetto alle esigenze del Paese sono pochi e deludenti. In secondo luogo, nonostante i buoni propositi, non c’è stato nessuno confronto sull’argomento con l’opposizione e le parti sociali.
Sarebbe stato meglio, per affrontare la crisi, creare due fondi cospicui, uno per le famiglie e le imprese, l’altro per l’innovazione, e, successivamente studiare una serie di interventi con il contributo di tutti. Questo sarebbe stato un atteggiamento più disponibile da parte della maggioranza. Vero che non ha avuto tempo a sufficienza, ma è mancata anche la capacità a capire le difficoltà del Paese. Inoltre manca la costruzione chiara degli obiettivi da raggiungere. Per questi motivi presenteremo degli emendamenti”.
Maurizio Rattini (Nps): “E’ stato un dibattito particolare, ma è da diversi anni che non si discute una proposta di bilancio vera e definitiva. Alcuni consiglieri di opposizione, invece di tenere i toni pacati, addossano le colpe di questa finanziaria, non all’altezza della situazione, al nuovo Esecutivo. Invece si poteva creare un confronto tra riforme e Libertà e Patto per San Marino: il tempo c’era, la crisi non è arrivata all’improvviso.
Ora tocca alla nuova maggioranza dimostrare di essere capace, servono i fatti per recuperare autorevolezza, perché o si cambia veramente o l’Italia non cambierà la sua posizione. Attribuire colpe agli altri non serve. Abbiamo un’eredità pesante, ma dobbiamo dimostrare che le cose possono cambiare”.
Gian Franco Terenzi (Pdcs): “Il nuovo Esecutivo deve affrontare una seria crisi internazionale e un problema con l’Italia e l’Europa causate dal caso Asset Banca e dalla successiva mancanza di trasparenza su quella questione. Le vicende di Asset Banca hanno portato una caduta verticale dei rapporti con Bankitalia. Anche ieri, in questa sala, ho sentito interventi carichi di responsabilità, interventi onesti, tra cui quello del consigliere ed ex Segretario di Stato Stefano Macina che ha portato un contributo alla relazione. Con il nuovo bilancio di previsione, il governo ora ha preso un impegno e se il governo fa uno sforzo per garantire l’economia, allora bisogna anche aiutare le nostre imprese.
Nonostante le difficoltà dell’immediato, l’esecutivo si è impegnato e non si ferma sul presente ma guarda avanti, pensando ad ammortizzatori sociali, al sistema pensionistico da riformare. Anche ieri ho sentito un mio collega consigliere dire la sua, in un modo che ho trovato quasi ridicolo, mentre credo che chi non sa cosa dire, farebbe meglio a tacere. Faccio infine un appello: l’intero Consiglio dovrebbe scegliere di condividere questa votazione, pur nelle differenze e con la massima lealtà”.
Paride Andreoli (segretario Psd): “Da parte della ex maggioranza c’è stato un grande lavoro, nonostante la crisi e le elezioni ha presentato un bilancio vero, con scelte politiche per portare un contributo a un Paese in un momento di grande difficoltà. Nell’interesse di San Marino la nuova maggioranza ha deciso di inserire nel bilancio degli emendamenti che ci lasciano perplessi, e una serie di interventi per sostenere l’economia.
Gli emendamenti proposti non affermano però una scelta di politica economica chiara e utile, necessaria e doverosa per gli obiettivi che il nuovo Governo si è dato nel programma; piuttosto evidenziano una serie di interventi mirati. Questo Governo ha predisposto degli emendamenti per sostenere l’economia che trovano la maggior parte delle entrate nei giochi tanto discussi in questi mesi.
Ho assistito a un dibattito sottotono e le nostre due signore Segretarie di Stato non hanno ottemperato al proprio ruolo e si sono presentate in Aula denotando difficoltà di interpretazione del nuovo Governo.
Noi abbiamo proposto degli emendamenti che vanno in più direzioni, non solo per le attività economiche, ma anche per lo sviluppo, l’occupazione, fini fiscali e per le fasce più deboli ed esposte”.
Luigi Mazza (capogruppo Pdcs): “Ci troviamo a discutere di bilancio, anche se accade raramente che questo tipo di discussione si faccia subito dopo quella sul programma di governo. Il bilancio, di fatto, è un indirizzo politico. Quello che oggi abbiamo davanti è un bilancio che arriva da un governo in ordinaria amministrazione e che ha degli elementi di continuità, gli spazi di indirizzo ci sono e le scelte di bilancio sono importanti perché il bilancio è l’economia di un Paese. Non è un caso che le entrate ci siano perché i cittadini pagano le tasse. E vi ricordo che dal 1° gennaio al 30 giugno la situazione della cassa integrazione era uguale agli anni passati, ma in novembre e dicembre c’è stata un’impennata nel ricorso alla cassa integrazione. Se nel 2008, 64 aziende hanno chiuso e 208 persone sono state messe in mobilità questo significa che servivano degli emendamenti che iniettassero fiducia.
L’esame che facciamo oggi riguarda anche il bilancio 2007 e lo posso dire, quell’anno, che non era un anno di ordinaria amministrazione, è stato fallimentare. Ora è necessario mettere in atto tutte le iniziative del programma di governo per rendere competitività all’economia”.
È stato il Segretario di Stato per le Finanze, Gabriele Gatti, ad aprire il giro delle repliche, una volta terminata la prima fase del dibattito sul Bilancio di Previsione 2008 e Bilanci Pluriennali 2008-2011.
Di seguito un riassunto degli interventi di replica:
Gabriele Gatti (Segretario di Stato per le Finanze): “Qualche consigliere dell’opposizione si è dimostrato un po’ acido e sconsolato, ma è nell’ordine delle cose. Comunque meglio evitare le polemiche e dare risposte al Paese. Il governo e il Patto per San Marino sanno cosa fare, di cosa il Paese ha bisogno.
Il bilancio deve essere credibile e concreto, per questo l’intervento sulle entrate era doveroso, una riduzione significativa dettata dagli indicatori degli ultimi mesi, dalle categorie economiche e dal buon senso. Dunque le cifre sono realistiche e non sbagliate come sostiene il consigliere Giuseppe Morganti.
Di fronte alla crisi internazionale abbiamo individuato una cifra significativa, il 45% delle entrate dai giochi, per una proposta di legge a sostegno dell’economia e non elettoralistica o demagogica. Ci serviva un aggancio per poter poi guardare alla futura legge per le imprese. Le idee le abbiamo, ma non le abbiamo inserite nel bilancio per non individuare interventi senza confronto. E comunque è difficile non essere d’accordo sul provvedimento straordinario.
Per quanto riguarda la ricerca, non vogliamo diminuire i fondi e per questo eliminiamo l’emendamento. La cittadinanza sammarinese chiede al governo di creare le condizioni per lo sviluppo del Paese, delle imprese, delle banche, delle finanziarie, del commercio e dell’artigianato, e l’intervento di sostegno all’economia servirà a questo. Gli emendamenti dell’opposizione, singolarmente, sono anche positivi, ma è serio fare interventi senza concertazione?”.
Claudio Felici (capogruppo Psd): “I tagli alla ricerca c’erano e infatti l’emendamento è stato eliminato. Il Segretario di Stato Gatti ha detto che concerterà la politica economica, ma le pacche sulle spalle non bastano, occorre dire cosa si farà. Da gennaio presenteremo progetti articolati, ma alcuni nostri suggerimenti devono già essere accolti, in particolare per quanto concerne il sociale”.
Stefano Macina (Psd): “Le cifre presentate sono reali, ma occorre spiegare il perché politico di certe scelte. Il bilancio non è di sole cifre, ma anche verifica attenta delle dinamiche”.
Giuseppe Maria Morganti (Psd): “Voglio solo condividere una considerazione. Se i conti fatti rispecchieranno il futuro, gran parte della crisi si riverserà sul consumo interno. Facendo i calcoli e seguendo i ragionamenti, mi risulta che ci sarà una riduzione del 10% delle aliquote, il che significa prevedere una riduzione del consumo per 88 milioni di euro. Se in Repubblica ci sono 900 esercizi commerciali, questo significa che ognuno incasserà 101 mila euro in meno, il 60-70% degli operatori rischierà la chiusura, se la vedranno brutta. Secondo queste previsioni sembra dunque che Gatti abbia preconizzato il tracollo dell’economia sammarinese”.
Giovanni Lonfernini (Ddc): “Non darò pagelle, anche perché ogni discorso che viene pronunciato è poi tacciato di polemica. Alcuni aspetti dell’intervento del Segretario di Stato alle Finanze, secondo alcuni aspetti sono condivisibili, ma lo dico anche a lui, eviterei di lanciare delle dispute perché è un terreno scivoloso. Quando si fanno certi discorsi bisogna garantire di avere le carte in regola. Questo atteggiamento liquidatorio adottato dalla maggioranza, questa supposta autosufficienza va a spezzare la minima quantità di condivisione che ci poteva essere. Se ci sono delle emergenze e le nostre proposte vanno in quella direzione, e come risposta a queste proposte si mostrano solo i muscoli, il primo passo mi sembra sbagliato”.
Marco Gatti (Pdcs): “Non sto a giudicare gli emendamenti della minoranza. Anzi, alcune proposte le condividiamo, ma la questione è che oggi non siamo a discutere una Finanziaria, ma il Bilancio. E certe proposte non si fanno in sede di Bilancio, ma con modifiche di legge, anche urgenti, che dovremo affrontare presto, ma, ripeto, non in sede di Bilancio”.
Pier Marino Mularoni (Ddc): “Io vorrei capire in che modo si è calcolata la riduzione delle entrate, quando l’ho chiesto mi è stato risposto che i conti si sono fatti con i tecnici e con il buonsenso. Se si prende coscienza che mancano le entrate allora, con il buonsenso, si dovrebbe operare anche sulle uscite e quindi fare previsioni di risparmio. Se già nella PA si dispongono degli aumenti, non si mostra molta responsabilità. Se insomma le valutazioni tecniche e il buonsenso parlano di diminuzioni allora come minoranza, proprio con il buonsenso, chiediamo la tutela del settore commerciale”.
Alessandro Rossi (Su) “Non sono intervenuti alcuni esponenti di Ap, come l’ex Segretario di Stato Masi, mentre l’intervento anticrisi appare un po’ povero. È necessaria una maggiore riflessione per trovare una soluzione intermedia, vedremo se c’è la disponibilità a un confronto reale”.
Roberto Giorgetti (capogruppo Ap): “E’ stato messo in atto il solito teatrino della politica in molti interventi e c’è stata un’inversione di tendenza nell’approccio al bilancio da parte dell’opposizione, con gli emendamenti concentrati su poche cose e senza confronto. L’eredità che ci lasciano è difficile, con la presidenza di Banca Centrale rimandata per il veto dei Ddc. Nel bilancio gli elementi per affrontare la crisi ci sono anche se in 10 giorni era difficile mettere a punto chissà quale proposta nuova”.
Francesco Mussoni (Pdcs): “Dobbiamo recuperare in Aula serenità politica. Non potevamo dare un’impostazione diversa al bilancio, non è una legge omnibus e dall’opposizione arriva un clima polemico”.
Vanessa Muratori (Su): “Il limite maggiore del bilancio è che non si scosta da quello precedente per via della crisi innescata da Ap. Si aumentano i fondi per il mutuo agevolato per la prima casa, foraggiando così l’uso speculativo del territorio. Inoltre, i 4,5 milioni di euro per le imprese non vengono spiegati: l’economia da sola non va lontano. Infine mancano misure di carattere sociale”.
Federico Bartoletti (Eps): “Gli appelli della minoranza a un rapporto costruttivo erano graditi, ma certi toni sono strumentali. In 10 giorni abbiamo creato un contenitore che poi declineremo in atti specifici. Se si vuole un rapporto costruttivo ci deve essere un atteggiamento costruttivo”.
Ivan Foschi (capogruppo Su): “Non si possono invocare i soli 10 giorni di Governo come scusa, la legge di Bilancio deve essere lo strumento per avviare le misure più urgenti. Nel documento c’è la totale carenza di proposte. Rilevo incoerenza e superficialità da parte dell’Esecutivo”.
Replica del Segretario di Stato per le Finanze:
Gabriele Gatti “Le cifre che noi abbiamo dato sono state calcolate alla luce della situazione generale e in base alle indicazioni tecniche che ci sono giunte; questo nostro non è un atto di accusa. Vorrei avere esagerato con le cifre, ma purtroppo temo che non sia così. A chi mi chiede se la riduzione della monofase porti alla diminuzione dell’igr, rispondo che speriamo che non accada, ma che noi lo abbiamo comunque preso in considerazione. E per quanto riguarda la Commissione mista di giovedì, io vi confermo che andiamo a Roma per sostenere le nostre banche, mantenere gli accordi ed evitare che ci siano delle conseguenze da parte italiana.
Io non ho mai detto sbrigativamente che questi emendamenti non vanno bene, ma ho detto che non rientrano nel bilancio. Molti sono condivisibili, ma hanno bisogno di leggi specifiche. Con l’approvazione di questo bilancio potremo poi lavorare per affrontare tutto il resto tra cui ammortizzatori sociali, asili.
Mercoledì 17 dicembre
APPROVATO IL BILANCIO 2009 E I BILANCI PLURIENNALI 2009/2011
Dopo la discussione sull’articolato della legge di Bilancio, proseguita nella tarda serata di ieri, questa mattina il dibattito è giunto al termine. Tra ieri e oggi la maggioranza ha presentato dieci emendamenti e la minoranza diciotto.
Si è poi proceduto alla votazione delle “Norme generali sull’Ordinamento contabile dello Stato” nelle parti del Bilancio di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2009 e dei Bilanci Pluriennali 2009/2011.
La legge di Bilancio è stata dunque approvata. Su 56 presenti sono stati 34 i voti a favore, 19 i contrari, un non votante e 2 gli astenuti.
Di seguito le dichiarazioni di voto degli esponenti delle diverse liste.
Claudio Felici (capogruppo Psd): “Doveva essere la classica settimana programmata per la discussione del bilancio e, dato che inizia la Legislatura con una nuova legge elettorale, era interessante capire come sarà il rapporto tra maggioranza e opposizione. Noi ci siamo presentati in Aula con un animo positivo, convinti che ci potevano essere le condizioni per condividere i contenuti della legge di Bilancio.
I nostri emendamenti non erano demagogici o strumentali, purtroppo si è deciso che il contributo dell’opposizione non sarebbe stato accolto. Il nostro voto non può che essere contrario perché non ci sono state concesse le condizioni politiche per la condivisione”.
Giovanni Lonfernini (Ddc): “Il bilancio è il provvedimento più rilevante discusso in Consiglio Grande e Generale e deve fornire elementi di certezza per il futuro. Inoltre questo bilancio si inserisce in una fase di passaggio tra due maggioranza diverse. Sentiamo un forte imbarazzo per l’atteggiamento della maggioranza: non c’è stata la benché minima possibilità per l’opposizione di essere coinvolta e dare il suo contributo.
Vero, la maggioranza ha fatto retromarcia sulla ricerca, anche perché l’opposizione ha ben evidenziato l’intenzione di qualche settore del centrodestra di minare un settore strategico, ma se si parla di legittimazione delle coalizioni, da parte della maggioranza c’è un atteggiamento liquidatorio. Infatti, non si è ragionato insieme sulla crisi.
Questo dibattito è stato caratterizzato da una sindrome di autosufficienza, una brutta partenza per la nuova Legislatura. Non ci sono state fornite le condizioni per dare il nostro contributo, un’occasione persa: votiamo contro per rilevare che il centrodestra, rispetto ai tanti richiami, ricopia in brutto stile esperienze passate”.
Massimiliano Cenci (Nps): “Le minori entrate e il buco di bilancio derivano dalle difficoltà delle aziende per la crisi internazionale e per la difficile situazione interna; il buco di bilancio deriva dal minore gettito da parte delle banche, e non si sana chiudendo gli occhi o mettendo a bilancio numeri più alti.
Il momento difficile va riportato nella legge di Bilancio, è una questione di buon senso e responsabilità. Per questo la Lista della Libertà vota a favore”.
Angela Venturini (Pop): “Questa è una legge anomala perché preparata dall’ex maggioranza. Non capisco perché siano stati presentati emendamenti così forti, mentre per la nuova maggioranza aveva senso fare delle modifiche a causa della crisi, di cui ancora non conosciamo la portata.
A San Marino occorre intervenire a livello locale, con buon senso, per rispondere al grave senso di incertezza dei cittadini. Per questo la maggioranza ha messo in campo un atteggiamento costruttivo, l’opposizione, invece, no e ha perso un’occasione per fare un cambio di passo”.
Ivan Foschi (capogruppo Su): “Il nostro giudizio su questa legge di Bilancio è negativo, la troviamo insufficiente dal punto di vista programmatico. Ci aspettavamo che la maggioranza l’arricchisse con proposte concrete e invece ha brillato in pochezza. Niente rilancio del Paese, niente cambio di passo; insomma per noi il tutto si è rivelato un clamoroso flop, con una relazione deludente da parte del Segretario per le Finanze, Gabriele Gatti, delle risposte alle nostre domande assolutamente inconsistenti e con delle giustificazioni rimediate al voto contrario sugli emendamenti della minoranza. Al contrario, non è mancato un tono propagandistico e attacchi personali, mentre a noi si chiede di sedersi e aspettare, intanto l’unico spirito che ha mosso la maggioranza è stato quello di proteggere gli immobiliaristi. Inoltre si è affossato la Consulta per l’Europa e si è fatta anche una gaffe sulla questione delle banche, perché non sono loro a dover essere protette per prime ma i risparmiatori. Per tutti questi motivi il nostro voto sarà negativo”.
Marco Gatti (Pdcs) “La situazione è straordinaria, le elezioni ci sono state il 9 novembre, il nuovo governo ha giurato il 3 dicembre. Sono quindi state fatte delle scelte, tra le quali riportare le entrate e le spese alla stregua di una realtà mutata. Capiamo che l’opposizione ci abbia voluto mettere in difficoltà anche con emendamenti sui quali saremmo stati d’accordo, se non fosse che tali cose non fanno parte di una legge di Bilancio. Invece ci sarebbe da vergognarsi quando, di fronte a un intervento per favorire le giovani coppie, si è parlato di voler favorire gli immobiliaristi; vi dovrebbe far riflettere. Il nostro voto sarà positivo”.
Roberto Giorgetti (capogruppo Ap): “La nostra posizione è nota, così come la situazione di un voto a novembre e l’insediamento i primi di dicembre. Si sono apportati cambiamenti necessari dopo la prima lettura e da parte della minoranza si è persa l’occasione per lavorare insieme, preferendo invece il tentativo di piantare delle bandierine. La disponibilità da parte del Segretario di Stato per le Finanze, Gabriele Gatti a eliminare l’emendamento che tagliava i fondi per la ricerca è stato definito una marcia indietro. Ho sentito solo posizioni demagogiche, è stato sottovalutato l’atteggiamento del governo che invece ha davanti una serie di appuntamenti impegnativi anche a livello internazionale”.
Inserita il 15/12/2008 da Uff. Stampa Congresso di Stato