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Consiglio Grande e Generale 26-27/02: Dibattito sulla nomina del Presidente BCSM e nomina funzionario CLO

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE. IL DIBATTITO  SULLA NOMINA DEL PRESIDENTE BCS

Con la richiesta avanzata da parte del Segretario di Stato per le Finanze, Gabriele Gatti, di ritirare il comma sulla nomina del Presidente di Banca Centrale, dato che l’unico candidato, Rainer Masera, non ha sciolto la riserva, si è aperto il lungo dibattito consiliare che interesserà la seduta parlamentare odierna. Sono 35 i consiglieri iscritti a parlare. Di seguito un riassunto dei loro interventi.

Segretario di Stato Gabriele Gatti: “La presidenza di Banca Centrale è un argomento di cui si è già parlato moltissimo ieri. Vorrei ribadire quello che oramai è a conoscenza di tutti: in questa seduta non siamo in grado di andare alla proposta del presidente di Banca Centrale, il comma può essere ritirato e questo argomento dovrà essere affrontato nel prossimo Consiglio Grande e Generale.
Il Governo, da subito, ha individuato nel potenziamento di Banca Centrale uno degli obiettivi più importanti. Ci troviamo in una situazione di difficoltà: già dalla primavera dello scorso anno il nostro Paese non è riuscito a entrare nella white list. Questo significa che le nostre Istituzioni non sono ritenute affidabili e ci mette in una posizione di procedura rafforzata riguardo alle collaborazioni e le verifiche nella lotta contro il terrorismo e riciclaggio di denaro. E’ una situazione di grave difficoltà, anche se nelle ultime settimane siamo riusciti a riattivare un rapporto con le Istituzioni italiane per scongiurare il rischio di non essere nel loro sistema di pagamenti. In questo difficile contesto, è emersa l’esigenza di cercare una persona di grande autorevolezza, prestigio e garanzia per la Presidenza di Bcsm. Per questo abbiamo puntato in alto e lo abbiamo fatto autonomamente, senza essere subordinati a nessun tipo di autorità. Il primo nome emerso era quello del professor Savona, nome conosciuto e già contattato dal precedente Governo, di grande prestigio internazionale. In un primo momento, Savona aveva accettato, ma successivamente ha avuto dei ripensamenti di natura esclusivamente personale, legati a incarichi che svolge in Italia. Voci di dissidi e di non gradimento, in particolare del sottoscritto, sono destituiti di ogni fondamento e qualsiasi tipo di polemica è inopportuna e sbagliata. Il professor Savona ha dato poi disponibilità a collaborare in altri ruoli per San Marino: una disponibilità importante, in un momento delicato e in prospettiva futura, quando avremo necessità di ripensare a molti cambiamenti dell’intero settore.
Successivamente siamo giunti a un nome altrettanto di prestigio, il Professor Masera che ha incarichi internazionali ed europei di alto livello. Anche lui avrebbe potuto dare un grande contributo alla crescita del sistema. Masera aveva accettato, siamo arrivati addirittura a una delibera di Governo, ma proprio in queste settimane gli sono state prospettate altre opportunità di prestigio internazionale e a inizio settimana ha espresso la sua preoccupazione a dire di sì. Il suo contributo sarebbe andato oltre all’assunzione dell’incarico: avrebbe collaborato a una serie di problematiche e cambiamenti da affrontare per il sistema. Il prof. Masera, ieri sera e anche stamattina, ha espresso le sue perplessità. Gli incarichi proposti dall’Ue e dal Governo italiano lo hanno indotto a ritenere non possibile assumersi l’impegno qui a San Marino. Masera non ha ancora dato un no definitivo, ma personalmente credo che non se la sentirà di assumere questo incarico.
Oggi veniamo a dire con molta preoccupazione che non siamo in grado di proporre un nome per Banca Centrale. Abbiamo puntato in alto su due nomi importanti. Ora il Governo dovrà attivarsi in tempi velocissimi per cercare altre soluzioni, dovrà affrontare la problematica della nomina e nel prossimo Consiglio Grande e Generale non possiamo sbagliare. Qualcuno più che sorridere dovrebbe pensare come ha lasciato il Paese al nuovo Governo, dovrebbe arrossire e essere più serio nell’affrontare problematiche che riguardano tutta la nostra economia e il nostro futuro. Siamo molto preoccupati e consapevoli di aver fatto tutto quello che si poteva fare. Lavoriamo in questa direzione e siamo certi che riusciremo a nominare una presidenza autorevole che ci possa aiutare nei prossimi mesi a rivedere quel verdetto del Moneyval e a recuperare credibilità”.

Claudio Felici (capogruppo Psd): “Ci sono momenti della politica che uno non si aspetta: il tono dell’intervento del Segretario di Stato Gatti è quello di chi ha raggiunto un obiettivo. Complimenti, non tutti ne sarebbero capaci. Un conto è dichiarare le cose, un conto realizzarle. La maggioranza sosteneva di risolvere il problema della Presidenza di Bcsm in poche ore, invece sono passati mesi e, nonostante le garanzie per febbraio, il Presidente non c’è: dunque l’orgogliosa sicurezza del Governo si è infranta.
In una settimana Paolo Savona è scomparso, Fabio Massimo ha declinato l’incarico e ieri la vicenda Masera. Tutte situazioni gestite dal Segretario di Stato per le Finanze: non siamo di fronte a un caso isolato ma a una epidemia. Viene da pensare che invece di puntare in alto si preferiscano profili più condizionabili o vicini al potere politico di chi governa. Non credo che Masera ci lasci in bilico fino a marzo, dunque il prossimo candidato si chiederà di questa moria dell’ultima settimana.
Occorre essere più umili e decidere insieme perché il Governo ha delle evidenti difficoltà: la situazione è inquietante, l’insuccesso clamoroso. Ma c’è anche un parallelo che fa pensare che l’obiettivo sia puntare in basso: il curriculum del sostituto di Fabio Massimo. Un giovane sammarinese senza esperienza professionale. Se si è convinti che sia il sostituto giusto, forse lo stesso ragionamento vale per la Bcsm. E allora, quale suocero avrà questo onore? Si punta al pieno controllo politico di quella posizione”.

Gian Nicola Berti (LdL): “Ha ragione il Segretario di Stato Gatti, il momento è difficile e il Governo paga le colpe del precedente Esecutivo. Il nostro sistema è in una situazione delicata e complessa e occorre ricordare che il Presidente di Bcsm manca dalla precedente Legislatura. Questo Governo ha almeno formulato due candidati”.

Ivan Foschi, capogruppo Su: “Quello di oggi è uno di quegli impegni sbandierati dal Governo, a cui si è giunti impreparati. Il Presidente di Banca Centrale è dimissionario dall’aprile 2007, il Governo lo è invece da giugno 2008. Noi, come vecchia maggioranza, ci assumiamo la responsabilità dal periodo compreso tra gennaio a giugno, poi la responsabilità ricade su chi ha aperto la crisi di Governo e su chi, in questa nuova maggioranza, ci sta mettendo lo stesso tempo del vecchio Esecutivo a portare a termine la nomina. Oggi siete ancora in alto mare, fa ridere l’iter con cui siete giunti alla formulazione delle candidature, siete stati superficiali, approssimativi e dilettanteschi. Oltre a non coinvolgere i partiti che rappresentano il 46% dei consensi, non coinvolgete neanche tutta la maggioranza e le ricadute sono su tutti i cittadini. La scarsa coesione e la troppa eterogeneità di questa coalizione si sta rivelando nella sua interezza”.

Luigi Mazza, capogruppo Pdcs: “Bisogna contestualizzare la situazione. Dobbiamo ricordarci che il Presidente di Banca Centrale manca da oltre un anno e le dimissioni sono avvenute nel momento più difficile della crisi di Asset banca. Era quello il momento di difficoltà in cui bisognava dare immediata risposta. Era quello il momento in cui tutti ci stavano guardando perché c’era una situazione molto preoccupante di stabilità del sistema.
Il problema della nomina di Banca Centrale non quindi è di oggi. Ma nell’ultima Legislatura il Presidente non è stato nominato perché i Ddc volevano un sammarinese. Prima e anche oggi, salvo i Ddc, sono tutti concordi che serva una persona autorevole e prestigiosa. Se le difficoltà di un anno fa sono ancora più forti è anche più forte la necessità che per la Presidenza sia scelto un nome autorevole e prestigioso che imprima un sigillo di serietà in una trattativa non facile”.

Simone Celli (Psd): “Dopo quattro mesi di proclami non si è ancora trovata una soluzione e oggi siamo di fronte a una prima sconfitta del Governo. La situazione che sta emergendo è piuttosto preoccupante, non solo rispetto agli impegni presi dalla nuova maggioranza. Nelle ultime settimane si stanno susseguendo episodi, nell’azione di Governo, in cui emergono molte difficoltà. La questione Savona, che indubbiamente rappresentava un candidato autorevole, è arrivata a un punto di non ritorno. La questione relativa a Fabio Massimo che si è subito ritirato. Poi l’altra questione di estrema delicatezza, il rifiuto di Masera, dopo che lunedì il Congresso di Stato lo aveva indicato come candidato. Oggi siamo quindi di fronte a un ennesimo rifiuto”.

Pier Marino Mularoni (Ddc): “Oggi non facciamo una gran bella figura a livello internazionale. L’opposizione vi aveva posto su un piatto d’argento la disponibilità a collaborare e l’avete rifiutata in maniera arrogante, ponendogli non rosa di nomi, ma una scelta già fatta. Alla luce di questi antefatti, venire qua con faccia tosta a dire ‘ci dispiace, non ci siamo riusciti, sono successi degli imprevisti’ è un atteggiamento grave, dato che si parla di dover riconquistare una credibilità perduta. Nessuno di noi vuole sminuire la gravità della situazione e la necessità di valorizzare il ruolo di Banca Centrale come garanzia di applicazione del sistema, ma credo non sia questo il modo. La posizione dei Democratici di Centro, enfatizzata da qualcuno, era quella di dire che vogliamo parlare anche della possibilità di un candidato sammarinese, non di escludere a priori questa possibilità”.

Nadia Ottaviani (AeL): “Non mi risultano comunicati stampa del mio partito contrari alla candidatura di Masera come detto dal consigliere Celli. La situazione del sistema bancario e finanziario all’insediamento di questo Governo era molto difficile e c’è piena consapevolezza della necessità di compiere delle scelte, ma la situazione con l’Italia è molto deteriorata, come dimostra la circolare di Bankitalia.
Non siamo fuori dall’emergenza, ma la controparte italiana è comunque più disponibile. Governo e maggioranza vogliono occuparsi dei problemi del Paese, ma non ci aspettavamo una situazione del genere. Sulla presidenza di Bcsm la maggioranza si è impegnata in un confronto interno, è necessaria una figura rilevante e se serve tempo, sarà tempo speso bene”.

Alessandro Mancini (Psd): “La nomina del Presidente di Bcsm doveva essere imminente invece il candidato ha rinunciato. La terza rinuncia in 15 giorni, cosa succede? Si tratta di un clamoroso insuccesso del Governo e questo era il primo atto importante. L’Esecutivo sbaglia nel metodo se pensa di gestire un Paese come agli inizi del 2000. L’opposizione ha cercato di dare il proprio contributo ma ha trovato le porte chiuse. La proposta la deve fare il Governo, non ci piove, ma era auspicabile un confronto su una rosa ampia di nomi. Il mio avvilimento è quello di gran parte dei cittadini”.

Marco Arzilli, Segretario di Stato per l’Industria: “Ho sentito parole ingiuste nei confronti del
Governo che oggi non è sconfitto. Ci troviamo in situazione delicata, critica, dove c’è un problema di fondo che non riguarda solo il settore finanziario. Il nostro Paese ha perso credibilità fuori di qui, credibilità che è difficile da riconquistare. Questo Governo si è rimboccato le maniche e ha mandato segnali di serietà per dimostrare che i sammarinesi meritano che il loro Paese sia considerato credibile. Ciò prima non era successo, chiedo solo si prenda atto del momento attuale, della necessaria riconquista di serietà anche di chi Governa in questo Paese. Noi in tre mesi questo lo abbiamo fatto.
La nomina di Presidente Bcsm può dare slancio e configurare una nuova pagina nella gestione di Banca Centrale. Abbiamo cercato un candidato, ma abbiamo avuto rifiuti eccellenti. Oggi però non usciamo sconfitti ma con la necessità di trovare un nome che ci dia la possibilità di compiere un percorso che negli ultimi anni si è interrotto e, non solo, stava avanzando verso un punto di non ritorno. Non vedo quindi una sconfitta politica, non ci sono motivazioni contro il Governo.
Ora, il Congresso farà le sue scelte e si assumerà le sue responsabilità. Allo stesso tempo cercherà di tirar fuori il Paese da una situazione non semplice. Questo Governo e questa maggioranza stanno lavorando celermente e ci auguriamo di portare presto il presidente di Bcsm, ma anche di rimettere sul giusto binario il nostro Paese. Per questo non servono scelte avventate, ma soluzioni di prospettiva”.

Clelio Galassi, Pdcs: “Il contesto bancario e finanziario, che ha un’importanza notevole e strategica per il Paese, versa in una situazione di grave difficoltà, dovuta all’evolversi del quadro internazionale che sta andando avanti, mentre noi siano fermi al palo. Oggi, fra capo e collo, abbiamo dovuto rincorrere provvedimenti importanti, come l’ammodernamento della legge sull’antiriciclaggio. In fretta e furia abbiamo dovuto farci valutare dal Moneyval, abbiamo visto con sorpresa che abbiamo carenze in Banca Centrale come nel Tribunale, carenze di controlli e, alla fine dei conti, è venuto fuori che il nostro Paese è fuori dalla White List. Bisogna essere non pessimisti ma molto preoccupati. Ho sentito una serie di illazioni sulla non accettazione del Prof. Savona, di quella di Masera, c’è stato persino un collegamento con le dimissioni di Fabio Massimo. E’ la solita farsa politica, non intravedo una concatenazione tra queste situazioni. Intravedo invece la necessità di portare a San Marino persone con caratteristiche che possano dare un buon contributo a Banca Centrale”.

Silvia Cecchetti, Psd: “E’ evidente e chiaro che nella normale dialettica politica la maggioranza fa la maggioranza e l’opposizione fa l’opposizione, ma questo è un momento particolare: siamo di fronte a una crisi che non ha precedenti. Allora Governo e opposizione dovrebbero fare quadrato e scegliere di dialogare su alcune iniziative comuni come il dibattito sui criteri di scelta del Presidente di Banca Centrale, che ha una valenza tecnica ma soprattutto politica.
La mancata nomina, determinata da un metodo sbagliato, è un fatto negativo ed è inevitabile sottolineare come il Governo sia inciampato su una delle priorità della sua campagna elettorale”.

Stefano Palmieri, Ap: “Il presidente di Banca Centrale deve accompagnare un sistema in una fase di trasformazione che inevitabilmente dovremo affrontare. Dovrà accompagnare il sistema sammarinese verso la trasformazione d’immagine, nel ‘farsi vedere’. Fino ad ora, meno ci si metteva in mostra a livello internazionale, meglio era. Ora bisogna invertire rotta. C’è da rimboccarsi le maniche e se c’è da perdere un mese in più per cercare il nome del presidente Bcsm, si perda, perché l’obiettivo è portare a San Marino il miglior professionista possibile. E tutti assieme dobbiamo lavorare, anche se la maggioranza deve fare la parte maggiore perchè ha ricevuto il compito di farlo”.

Denise Bronzetti, Psd: “Dopo la relazione del Segretario di Stato siamo rimasti in attesa. Abbiamo preso atto dell’eventuale non disponibilità del prof. Masera. Non credo proprio che, con la sua professionalità e con una visita imminente già fissata, una persona di così altro livello abbia poi voglia di sapere che la sua nomina è ancora in forse o da definire. Credo ci possano essere motivi di natura politica che hanno spinto questo professionista a non accettare l’incarico. Da parte dell’opposizione rinnovo tutta la disponibilità per fare quadrato, perché al Paese serve un impegno indipendentemente dalle lotte di quartiere perchè si possa arrivare, anche nel prossimo Consiglio Grande e Generale, alle nomine che servono”.

Francesco Mussoni, Pdcs: “Il comma per la nomina del presidente di Banca Centrale è stato trasformato in un dibattito sul sistema bancario e sul profilo che dovrebbe avere una figura del genere. Se l’opposizione avesse senso di responsabilità avremmo rinviato il comma e cominciato a ragionare sui criteri di scelta. Abbiamo da sempre sostenuto che il sistema bancario-finanzario vada potenziato e che la nomina del presidente di Bcsm fosse una priorità. E in questi mesi c’è stato molto lavoro e il profilo è stato individuato. Purtroppo ci sono delle difficoltà oggettive affinché una persona di grande professionalità accetti l’incarico. Comunque non dobbiamo accettare le provocazioni sulla fretta dell’opposizione, invece dobbiamo continuare a lavorare, anche per entrare a settembre nella White list, un compito certo non facile”.

Fabio Berardi, Segretario di Stato per il Turismo: “Condivido la relazione del Segretario di Stato Gatti così come la scelta di una persona di alto profilo come Presidente di Banca Centrale: oggi non siamo in grado di scogliere la riserva sulla nomina, ma le polemiche dell’opposizione sono sterili e inutili. Stiamo parlando di una nomina che nasce dalla crisi innescata dalla vicenda Asset Banca, gestita dal Governo precedente e su cui ci sono ancora molte ombre. Solo Ap aveva avuto il coraggio di dissociarsi, mentre Su aveva assunto una posizione tiepida e di un silenzio assordante.
Queste difficoltà ora pesano come macigni su tutti i tavoli di discussione e gli imbarazzi e le illazioni della minoranza servono a celare le loro mancanze: siamo fuori dalla White list, in procedura rafforzata da parte del Moneyval e a rischio di uscita dal sistema dei pagamenti italiano, è dunque necessario remare insieme per l’interesse comune del Paese”.

Federico Pedini Amati, Psd: “Il Governo ha una grossa responsabilità, anche il non aver parlato in questi tre mesi di eventuali passi fatti in avanti. Questo non è un bel segnale dato ai cittadini. A mio avviso, non è mai stato fatto niente e se il Governo non ne vuole parlare significa che non ha uno straccio di concretezza da portare ai cittadini per dimostrare che sta risolvendo le gravi problematiche attuali. Ci troviamo nel mezzo di 15 giorni di notizie contrastanti. Vediamo il Governo in grave difficoltà, noi comunque abbiamo dato la nostra disponibilità, anche se la linea resta ‘l’opposizione faccia l’opposizione e la maggioranza faccia la maggioranza’”.

Teodoro Lonfernini (Pdcs): “Da tempo al Paese erano stati inviati messaggi, indirizzati al nostro sistema finanziario, che avrebbero dovuto far riflettere l’attività politica. Segnali che sono stati disattesi. La crisi innescata ha origini lontane; in questi mesi abbiamo assistito al palleggiamento di responsabilità, l’aver sottovalutato risoluzioni di nazionali, di procure italiane e internazionali, del Moneyval. Ora assistiamo ad un gioco delle parti, al ‘chi non ha responsabilità scagli la prima pietra’. Inutile recriminare perchè, ha ragione il capogruppo Felici, il Paese ci guarda.
Oggi è tutto il sistema finanziario che va ristrutturato: la maggioranza e il Governo sono al lavoro dai primi di dicembre per ridare fiducia al Paese e per individuare persone con credibilità. Sono certo che la strada intrapresa è corretta”.

Giuseppe Maria Morganti, Psd: “Da Riforme e Libertà c’è piena e totale disponibilità a risolvere il problema della nomina del Presidente di Banca Centrale. Serve un’assoluta condivisione sulle scelte e i progetti per uscire dalla crisi trasformandola in un’opportunità per il Paese. Non voglio lanciare politiche di consociativismo tra maggioranza e opposizione, ma certi temi vanno discussi assieme, servono confronto e soluzioni costruite insieme.
Ora siamo costretti a cambiare, ma è comunque un’opportunità: incominciamo a costruire un nuovo sviluppo, sgombrando il campo dalle responsabilità pregresse e a partire dalla legge antiriciclaggio che è il caposaldo intorno al quale il Governo deve costruire le nuove relazioni. Se manca ancora di concretezza è perché il Tribunale lavora poco: la Commissione Affari di Giustizia sta cercando di trovare soluzioni a una cancrena che sta nel tribunale e che impedisce di lavorare. A dimostrazione che si va avanti se c’è condivisione. Dividere come fa il Governo le problematiche del Moneyval da quelle del rapporto con l’Italia è assolutamente sbagliato: l’accordo di cooperazione è uno strumento molto importante e la maggioranza lo trascura”.

Angela Venturini, UdM: “La nomina del presidente di banca Centrale è un’emergenza e per ora rimane tale, ma lo è da più di un anno, dalle vicende che hanno portato alle sue dimissioni. Occorreva da tempo una risposta politica forte, qualificata e di eccellenza, invece il precedente Governo non ha potuto o voluto darla. E ora il Psd, assai arrogante quand’era al Governo, e i suoi alleati pretendono di dire la loro, accampando questioni di metodo. Dai capigruppo di Su e Psd sono arrivati anche gesti plateali: da che pulpito arriva la predica! Abbiamo ereditato una situazione difficilissima e stiamo mettendo in campo un vero lavoro di squadra per risolvere le diverse problematiche”.

Iro Belluzzi, Psd: “Il dibattito legato al presidente di Bcsm si è trasformato in realtà in un dibattito di rimpallo di responsabilità che però ci mette di fronte ad un grande fallimento del Governo. Il candidato ufficiale, la cui nomina oggi doveva essere solo una formalità, ha infatti ritirato la sua disponibilità”.

Federico Bartoletti, Eps: “Questa nuova maggioranza ha speso ogni propria risorsa e energia per risolvere questioni che fino a qualche anno fa non erano nemmeno immaginabili. E’ stata messa in discussione l’operatività dei pagamenti e l’essere considerati affidabili. Oggi, purtroppo, sono queste le condizioni che ci troviamo ad affrontare.
L’opposizione ha messo in risalto la dialettica interna alla maggioranza. Rispetto questi ragionamenti, posso assicurare che tutte le parti della maggioranza sono tese a difendere il sistema bancario sammarinese”.

Stefano Macina, Psd: “Le responsabilità politiche per queste mancate nomine sono tutte di questa maggioranza, e di nessun altro. E infatti il rapporto Moneyval del 2007 giudica quanto fatto negli anni precedenti. Il rimpallo delle responsabilità tra maggioranza e opposizione serve a ben poco. In questo comma dobbiamo discutere della mancata nomina del Presidente di Bcsm, capire il fallimento di due candidature e se attorno alla scelta di una figura autorevole esterna c’è un progetto. Auspico che anche le prossime proposte di candidatura siano autorevoli, e ce ne sono anche a San Marino, ma quando si sceglie la politica di mandare al macero tutto quello fatto in precedenza è legittimo difendersi: l’opposizione ha il diritto di avere voce in capitolo e di criticare il Governo quando sbaglia”.

Massimo Cenci, LdL: “La relazione del Segretario di Stato Gatti è stata chiara e puntuale. È vero che ci sono difficoltà a gestire i rapporti con personalità di alto profilo. Comunque ora c’è un diverso approccio al fare politica. Per quanto riguarda la nomina del Presidente di banca Centrale va fatta in fretta, per il Governo è una priorità e infatti non sottovaluta il problema. Lo stesso non si può dire degli esecutivi precedenti”.

Paride Andreoli, Psd: “Da parte della nuova maggioranza si ripete sempre il ritornello di guardare indietro nella storia, senza avere alcuna proposta da portare in Aula per risolvere i problemi dell’intero sistema bancario sammarinese. Sono lontani i presupposti per trovare le soluzioni. Il Segretario di Stato Gatti, con molta disinvoltura e diplomazia, senza arroganza, oggi ha cercato di fare comprendere le ragioni della mancata nomina del Presidente di banca Centrale. Ma non ci ha convinto.
Il Psd intende collaborare per dare certezze, stabilità e sviluppo ai rapporti bilaterali con l’Italia: con questo spirito ci siamo apprestati in questi mesi e ci apprestiamo ora al confronto, se la linea è quella di portare sviluppo alla Repubblica. In considerazione alla situazione attuale, quando è venuto meno anche questo nominativo, credo che il Governo debba presentarsi in maniera diversa e debba avere a disposizione più nominativi, in un confronto aperto a tutti i partiti presenti in quest’Aula”.

Marco Gatti, Pdcs: “A oggi San Marino non è stato escluso dal sistema di pagamenti italiano, si è riaperta la via di collaborazione e fiducia. Inoltre, questo Governo ha avuto un grande credito da parte della politica italiana. Oggi il Ministro dell’Economia ha dato un’apertura di credito a questo Governo, e inizialmente era difficile un rapporto con Banca d’Italia per cercare di superare una serie di problematiche tecniche. Il rapporto, invece, è cambiato”.

Alessandro Rossi, Su: “Di solito sono buonista verso la parte politica avversa, ma in questo caso il Governo ha fatto una figura meschina e dimostrato incapacità e dilettantismo. Se Rainer Masera ha ritirato la propria candidatura per sopraggiunti altri impegni, la maggioranza è stata superficiale, mettendo in campo un confronto fittizio con l’opposizione. Ci sono quattro passaggi da ricordare: nel 2006 quando è saltato all’ultimo l’accordo di cooperazione con l’Italia; nel 2007 quando con la legge sul giusto processo si urlò alla violazione del segreto bancario; nel 2008 quando il Governo dei 31 è saltato all’ultimo; nel 2009 quando il Governo ha ufficializzato la candidatura di Masera e Eps e AeL hanno minacciato l’astensione e la rinuncia alla candidatura è stata ufficializzata tra gli stenti. È evidente che il treno, fittizio, del cambiamento del Governo sbatte contro poteri esterni alla politica, una politica che è incapace dunque di essere autonoma e in condizionabile.
Ma forse si è agito per fare rinunciare Masera e per capirlo occorrerebbe rispondere ad alcune domande: come è stato scelto? Ci sono stati suggerimenti da parte dell’Italia? È stato verificato il suo curriculum e i possibili conflitti con esponenti di primo piano della realtà sammarinese? L’astensione possibile di Eps e AeL ha influito? È stato riattivato il contatto romano usato nel 2006? Il Governo ha fatto molto errori e il Segretario di Stato Gatti ha come al solito tirato diritto e sulla sua posizione si è appiattito anche il Segretario di Stato per gli Affari Esteri. Non me l’aspettavo ma spero che con questa sconfitta scaturisca da Ap un maggiore distinguo”.

Giovanni Lonfernini, Ddc: “Per la terza volta il Consiglio Grande e Generale diventa la sede dove si materializza per il Governo un’inconfutabile battuta d’arresto, pesante in termine di riflessi degli equilibri politici della maggioranza. Oggi ci troviamo di fronte a una figuraccia dell’Esecutivo, il tentativo maldestro di rinviare il comma al Consiglio di marzo è sotto gli occhi di tutti.
In campagna elettorale, e subito dopo l’insediamento del nuovo Governo, si era detto che la nomina del Presidente di Banca Centrale sarebbe stata una priorità. Sono passati i mesi, ma la patata bollente in mano al Governo è iniziata a scoppiare, con l’emergere di sempre più difficoltà per la definizione di una candidatura prestigiosa, come era stata promessa. Sulle scelte strategiche serve un cambio di metodo da parte dell’Esecutivo”.

Maurizio Rattini, LdL: “Si è colta l’occasione per parlare un po’ di tutto. Io mi soffermo sulla nomina del presidente della Bcsm. La scelta di cercare una figura autorevole, capace di dare contributo e recuperare situazione di grande difficoltà ed emergenza è condivisa e ritenuta necessaria anche da qualche collega dell’opposizione. Altri ragionamenti, invece, sono difficili da seguire.
Occorre assumersi le proprie responsabilità non si può negare l’emergenza: questo Governo deve risolvere i problemi. Prendere atto della situazione non significa dare colpe a chi c’era prima. Rimane la nostra volontà di individuare una figura prestigiosa per costruire un nuovo percorso per il sistema bancario-finanziario, dopodiché sarà utile pensare a un sammarinese per questo incarico”.

Antonella Mularoni, Segretario di Stato per gli Affari Esteri: “In questo comma si è parlato di tutto e di più. Come Governo questa nomina riveste grande importanza, purtroppo la candidatura è venuta meno. Sono state mosse accuse ad Ap se il Governo precedente non ha nominato il Presidente di Bcsm, che si era dimesso in seguito a una vicenda bancaria che ha creato molti problemi. La vicenda è stata gestita male da alcuni personaggi del precedente Esecutivo e i Ddc insistevano, in piena legittimità, per una nomina sammarinese.
Cerchiamo una figura autorevole che ci aiuti a risolvere alcune situazioni, dato che noi basiamo la politica estera non sulle fotografie sui giornali, ma sui contenuti. Non capisco inoltre cosa c’entri la mancata firma nel 2006 dell’accordo di cooperazione economica con l’Italia con la mancata nomina del Presidente di Bcsm. La bozza tra l’altro prevede all’articolo 14 l’impegno dell’Italia a verificare l’entrata di San Marino nella white list in seguito a una serie di obblighi. Sarebbe bastato fare le leggi prima per entrare nella white list, l’opposizione getta fumo negli occhi ma i soggetti economici hanno capito chi è il responsabile: tutti i piccoli Paesi europei sono entrati, noi dobbiamo proprio essere degli artisti per non esserci riusciti. L’incapacità della vecchia maggioranza è evidente e noi dobbiamo rimediare e lo faremo.
Siamo aperti al dialogo ma non alle strumentalizzazioni. La nomina del Presidente di Banca Centrale ci sarà al più presto, spero nel prossimo Consiglio, non sarà un sammarinese in questa fase, ma auspico che sia una decisione provvisoria: vogliamo che il paese abbia le sue professionalità”.

Marino Riccardi, Psd: “Oggi non è una gran bella giornata per la maggioranza. La nomina della presidenza di Bcsm è una telenovela che si protrae da diversi mesi. Oggi l’avete iscritta all’ordine del giorno, mi sembra un modo di operare incerto e dà idea di un Governo in mezzo alla nebbia. Ho sentito molti discorsi retorici, senza una reale prospettiva per il Paese.
Dagli interventi, mi dà l’impressione che Alleanza Popolare non facesse parte del Governo nel 2006. Al contrario, mi sembra che qualcuno di loro fosse anche responsabile di Dicasteri economici e avesse partecipato a tutte le fasi di incontri sullo sviluppo economico del Paese”.

 

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, IL DIBATTITO SULLA NOMINA DEL FUNZIONARIO DEL CLO

La sessione odierna del Consiglio Grande e Generale si è aperta con il comma per le dimissioni dell’avvocato Massimo Fabio da funzionario dell’Ufficio Centrale di Collegamento (Clo) e la sua sostituzione con Antonio Nikolakopoulos, che va ad affiancare il dirigente dell’organismo l’avvocato Lucio Daniele. Al dibattito si sono iscritti 25 Consiglieri.
Di seguito un riassunto dei loro interventi.

Claudio Felici (capogruppo Psd): “Se l’obiettivo di questa nomina è fare crescere le professionalità sammarinesi l’opposizione è d’accordo. Ma occorre anche dare sostanza alla Legge e all’Ufficio. Si dovrebbe allora aspettare marzo per trovare altre disponibilità, una figura autorevole da affiancare a questo giovane sammarinese per un certo periodo di tempo, affinché venga formato”.

Maria Luisa Berti (LdL): “L’avvocato Lucio Daniele, il dirigente dell’Ufficio Centrale di Collegamento, ha competenze giuridiche. Le competenze di Nikolakopoulos sono di carattere economico-fiscale, e vanno a favore della funzione di sintesi dell’organismo dove si trovano comunque caratteristiche giuridiche e fiscali. L’ufficio ha l’obbligo di rendiconto al Congresso e al Consiglio: è opportuno segnalarlo perché se dovessero venire fuori critiche sull’operato e sui suoi singoli componenti, si avrà occasione per rilevarlo Ovvio, c’è stato un cambio a 360° sulla scelta del professionista, ma comunque il sostituto di Massimo Fabio ha le competenze tecniche per ricoprire il ruolo. E’ l’occasione di dare la possibilità a giovani professionisti sammarinesi di mettersi in gioco e fare esperienza, di dare la possibilità alle nuove risorse del Paese di contribuire alle iniziative e alle istituzioni sammarinesi”.

Ivan Foschi (capogruppo Su): “E’ stata una settimana di passione per la maggioranza. Oggi torniamo su un argomento trattato nella scorsa seduta in cui da parte dell’opposizione era emerso un sostanziale apprezzamento per la nomina di Massimo Fabio. Queste dimissioni dimostrano che il Governo ha agito con superficialità, non si è mosso correttamente: una nuova scivolata, la terza in pochi giorni, che non fa preludere a niente di buono.
Non è necessario procedere a rotta di collo per la nomina, se si trova una rosa di nomi disponibili, non importa se italiani o sammarinesi, l’opposizione è disponibile al dialogo. Per creare l’Ufficio il precedente Governo ha scelto la strada della trasparenza, spero che anche questa maggioranza la segua, ma ho i miei dubbi”.

Luigi Mazza (capogruppo Pdcs): “Il curriculum di Massimo Fabio dava ampie garanzie, ma non poteva accettare un incarico di questo tipo, un ruolo stabile a tempo pieno. È giusto dare fiducia ai nostri giovani, anche perché non è più il tempo per incarichi saltuari. Il dibattito che si è sviluppato su questo e il comma precedente, con, rispettivamente, 35 e 24 Consiglieri iscritti, si è dilungato eccessivamente, si è colta l’occasione per parlare di altro. Per dare senso ai lavori del Parlamento e della politica dovremmo dibattere in questa maniera quando si discutono i temi e le problematiche importanti per il Paese, non una nomina che non c’è stata e delle dimissioni”.

Pier Marino Mularoni (Ddc): “Si è fatto un bando per questa nomina? Quanti giovani sammarinesi possono aspirare a questo incarico? Si è fatta un’indagine o si è chiesto ad amici e parenti? Leggo che il professionista scelto era un candidato LdL alle elezioni: è un recupero, o un giovane di belle speranze? Tra i requisiti richiesti dalla legge per questo incarico, si dice che i funzionari devono avere una laurea in discipline economiche ed esperienza testimoniata dal curriculum che parla di Master post graduate. Chiedo di poter vedere il certificato che attesti la promozione in questo Master. A me risulta che il candidato abbia partecipato come uditor, non come partecipante giudicato con attestato finale di promozione. Nel curriculum figura che attualmente è impiegato presso la finanziaria Fin Star, si può sapere da quanti anni e con quali funzioni? Noi siamo disponibili a dialogare sulle nomine, in quelle importanti bisogna coinvolgere i sammarinesi, individuando le migliori professionalità attraverso un bando per candidati che possano al meglio rappresentare le istituzioni”.

Marino Riccardi (Psd): “Mi sembra si sia fatta una virata a 360° sulla nomina. Ieri si parlava di dare incarichi di questo calibro a personaggi di prestigio internazionale, oggi si parla di far fare esperienza a un giovane sammarinese. Sono favorevole a dare spazio ai giovani del nostro Paese, ma vi pongo una domanda: quando si viene in Consiglio per fare delle nomine, queste riguardano figure che devono dare prestigio alla Repubblica, non incarichi amministrativi. Allora perché, se vogliamo dare opportunità ai nostri giovani di crescere, non abbiamo in precedenza fatto un ragionamento di tipo diverso, dando a tutti coloro che avevano i requisiti, la possibilità di mettersi in gioco? Non possiamo accettare questo atteggiamento. Speriamo che il Governo ritiri la candidatura per aprire un confronto serio con l’opposizione, perché noi ci siamo”.

Silvia Cecchetti (Psd): “Prima siamo stati accusati di chiedere riferimenti al Governo, ora di fare perdere tempo. Ma temi come il rapporto con l’Italia e la crisi del sistema bancario non possono non essere trattati in Aula e ritenere che sia perdere tempo è molto grave. Dai Segretari di Stato c’è stata una apertura e da alcuni Consiglieri sono arrivati chiarimenti: credo che il Governo debba aprire al dialogo con l’opposizione sui criteri di scelta per le nomine.
Nominare come funzionario del Clo un giovane sammarinese è una modifica ai criteri di scelta, se prima era una figura essenziale non bastano conoscenze generiche. Anche per Banca Centrale la maggioranza intende cambiare i parametri di nomina? Occorre puntare in alto e chiarire le modalità dell’incarico”.

Massimo Cenci (LdL): “Questo è l’ultimo tassello per fare partire l’Ufficio, per cui occorre procedere. Rispetto le posizioni dell’opposizione, ma non confondiamo la nomina per il Clo con quella per Banca Centrale. Il candidato è un giovane sammarinese con un curriculum adeguato con il plus della formazione all’estero”.

Alessandro Mancini (Psd): “Sentire dal capogruppo del Pdcs che siamo qui a perdere tempo non lo mando giù. Se ha cose più importanti da fare nessuno lo costringe a rimanere in Aula: sono avvilito. La scelta fatta nel precedente Consiglio viene meno, un’altra rinuncia eccellente”.

Gian Nicola Berti (LdL): “Quando ha fatto indicazioni di carattere personale, è stato scorretto consigliere Mularoni. Come Ddc siete sempre stati difensori della ‘sammarinesità’ e se foste coerenti avreste difeso la nostra scelta. Questo ragazzo ha tutte le caratteristiche richieste per ricoprire  il ruolo. Non vogliamo scendere al vostro livello e parlare di società recentemente revocate, non vogliamo. Ma non si devono consumare vendette personali, consigliere Mularoni. La legge sulla vigilanza dell’attività economica l’ha fatta lei, era lei a non prevedere concorsi. Quando si dicono falsità dopo tre giorni si inizia ad avere saturo il livello della tolleranza”.

Denise Bronzetti (Psd): “La polemica sterile fine a se stessa non è utile a nessuno, soprattutto in un momento delicato come questo per il Paese. E non è polemica sterile quella che stiamo imbastendo adesso sulla persona nominata. Qui bisogna capire se è cambiata l’impostazione e non ce l’avete ancora detto. Non andiamo più a scegliere personaggi prestigiosi, ma giovani da formare gettati nella gabbia dei leoni”.

Marco Gatti (Pdcs): “E’ stato chiesto se sono stati cambiati i criteri. Noi oggi possiamo dire se siamo d’accordo o meno sui criteri adottati dal Congresso. A fronte della rinuncia di Massimo Fabio il Congresso ha adottato criteri differenti, avrà fatto le sue riflessioni: all’interno dell’ufficio c’è già una persona di livello, l’avvocato Daniele. Quindi è stata scelta una persona idonea che rispetta tutti i requisiti, anche se non possiede il curriculum di Massimo Fabio. Io ritengo che il criterio adottato dal Congresso sia quello giusto, perciò sosterrò la candidatura”.

Iro Belluzzi (Psd): “Ricordo, nel precedente Consiglio, l’enfasi e l’orgoglio del Segretario di Stato Arzilli nel presentare l’avvocato Massimo Fabio. Oggi, purtroppo, non mi sembra fossero presenti la stessa enfasi e lo stesso orgoglio quando ha introdotto Nikolakopoulos, presentato come giovane di belle speranze che dovrà sicuramente formarsi. Doveva invece essere individuata una persona con capacità di interloquire e rapportarsi con le amministrazioni italiane, con cui i rapporti non sono di certo ottimali”.

Francesco Mussoni (Pdcs): “La posizione dell’opposizione è esagerata e strumentale, non dovrebbe esserci tutto questo sensazionalismo. Ho idea che la minoranza sia un po’ allo sbando e irresponsabile: 18 interventi su questo comma sono tanti, perdiamo tempo, questo è ostruzionismo. Faremmo meglio a concentrarci sui problemi veri del Paese e cominciare a fare crescere la capacità e la responsabilità politica”.

Fiorenzo Stolfi (Psd): “Questa nomina è la continuazione delle gaffe del Governo: evidentemente le nomine non solo il forte di questa coalizione. Siamo di fronte a un cambio di direzione netto, si è passati da un’impostazione all’altra. Ma il Clo è un ufficio fondamentale e va nelle mani di una persona non adatta: occorre riflettere su un candidato più adatto alle nostre esigenze. Questo è un grande azzardo, la maggioranza e il Governo ci ripensino perché sono le persone che fanno funzionare Leggi e organismi e così si va verso scelte di basso profilo”.

Simone Celli (Psd): “Dire che un nostro consigliere non dovrebbe nemmeno presentarsi a parlare o che venire qua in Consiglio a discutere è una perdita di tempo sono affermazioni sconcertanti. Non si può dire che discutere su argomenti di questo calibro, come la nomina del presidente Bcsm o di un funzionario di un organismo di importanza strategica come il Clo, è una perdita di tempo”.

Gabriele Gatti (Segretario di Stato per le Finanze): “Nessuno nasconde l’importanza di questo organismo. La nomina di Massimo Fabio è stata fatta in seguito a un’attenta valutazione sulla sua professionalità e sulle sue attività: abbiamo ritenuto che in fase di partenza del Clo fosse giusto affiancare a un sammarinese una persona di alto livello professionale. Successivamente sono sorti problemi sull’incompatibilità dell’incarico e sulla retribuzione. L’interessato conosceva benissimo l’incarico, e può rivelarsi ancora un collaboratore prezioso, dunque il Governo non ha nulla da rimproverarsi. Dobbiamo avere fiducia nei nostri giovani che sono in grado di svolgere certi incarichi”.

Giovanni Lonfernini (Ddc): “Da consigliere di opposizione, e quindi perditempo, ho apprezzato l’intervento del Segretario di Stato Gatti, che denota che allo sbando non è l’opposizione, ma il Governo. Noi oggi apprendiamo che l’Esecutivo ha fatto una delibera di nomina al professor Massimo Fabio senza i dovuti confronti e approfondimenti, mi meraviglio di questa leggerezza. Faccio fatica a credere che dopo la nomina, Massimo Fabio abbia rilevato poi delle incompatibilità. Abbiamo dei forti dubbi, oggi la sua è una posizione di forte debolezza, cercando di nascondere l’ennesimo scivolone. Anche su questa nomina ha prevalso la ‘mala gestio’ del Governo sulle nomine”.

Paride Andreoli (Psd): “Assistiamo a una situazione di grave imbarazzo del Governo e della maggioranza. Il Segretario di Stato Gatti ha ammesso candidamente qual è stato il problema della rinuncia di Massimo Fabio, quello del compenso. Abbiamo sicuramente perso un altro personaggio che poteva non solo dare lustro all’immagine del Clo ma che sarebbe stato anche in grado di rapportarsi con le autorità territoriali. Tutto ciò dimostra che il Governo, seppure voglia operare per dare delle risposte importanti e concrete a un settore vitale come quello bancario, ha grosse difficoltà, anche al suo interno, nel portare a termine nomine importanti come quelle su cui ci stiamo confrontando. Personaggi di rilievo vengono a mancare per un puro semplice fattore economico. E’ un altro passo falso della maggioranza”.

Pier Marino Menicucci (Eps): “Dispiace per questa rinuncia anche perché abbiamo da sempre creduto in questa Legge, che è molto importante. Il nostro gruppo approva la volontà del Governo di procedere alla sostituzione celermente e anche la figura scelta, in modo da fare funzionare questo ufficio”.

 

In chiusura di dibattito il Segretario di Stato per l’Industria, Marzo Arzilli, ha risposto ai vari interventi, dopodiché sono partite le repliche. Il comma non è stato chiuso e riprenderà martedì prossimo.

Marzo Arzilli (Segretario di Stato per l’Industria): “Ci sono stati spunti importanti negli interventi di alcuni consiglieri di opposizione che si sono concentrati su richieste di chiarimento sul metodo e sui criteri di scelta del candidato. Spero di poter rimediare ora. Il Governo aveva scelto una figura di primo piano e di grande professionalità, non scendo nelle congetture fatte su come abbia rifiutato l’incarico. L’avvocato Massimo Fabio ha contribuito alla stesura della legge che ha istituito il Clo e ha caratteristiche idonee per il ruolo di funzionario. Ma poi ha dovuto dare le dimissioni per un suo problema di incompatibilità con lo studio in cui lavora. Non si è trattato quindi di un problema di tipo economico: il Governo era pronto a investire. Vista poi la voglia di procedere celermente per rendere funzionale gli uffici istituiti della Legge di vigilanza sulle attività economiche, e di trovare un nominativo, abbiamo preferito guardare in un ottica di disponibilità, di puntare sulla professionalità dell’avvocato Lucio Daniele e sulla formazione che faremo sulla persona.
Non ho nessuna difficoltà a dire che Nicolakopoulos era candidato nella lista Ldl. E’ ovvio che per l’Ufficio Centrale di Collegamento ci avvarremo di consulenze, per potenziarlo, e i rapporti con l’avvocato Massimo Fabio proseguiranno in questa direzione. Che ci siano posizioni contrarie ci sta, ma sullo scivolone della maggioranza siamo fuori luogo. Su questa nomina non c’è stato nessun contrasto. Vogliamo solo procedere celermente a far funzionare questi nuovi uffici, nati in continuità con le scelte del vecchio Governo. Non possiamo infatti permetterci di essere scoperti”.

Alessandro Rossi (Su): “Siamo perplessi sul profilo professionale, l’esperienza maturata e, soprattutto, la capacità di confrontarsi con la controparte italiana, del sostituto di Massimo Fabio e invece servono garanzie forti affinché l’Ufficio Centrale di Collegamento possa funzionare. Il prossimo Consiglio non è così lontano per cui sarebbe opportuno verificare se ci sono le possibilità di farlo andare a regime in tempi brevi. Se il Governo dà le garanzie necessarie non c’è nessuna resistenza dell’opposizione a valutare la proposta che arriverà per arrivare a una condivisione di massima”.

Giuseppe Maria Morganti (Psd): “Sono rimasto allibito dalle dichiarazioni che ha fatto il capogruppo Dc nel suo intervento. È  il segnale di un ritorno al passato, di antidemocrazia. Quando arrivano questi rigurgiti antidemocratici abbiamo l’obbligo morale di intervenire per respingerli. E’ qui dentro che dovrebbero nascere le decisioni, non nelle stanze dei partiti. Se qualcuno non può lasciare la sua attività e il suo studio notarile, può lasciare il posto a qualcun altro. Niente da dire contro la proposta del Governo che darà la possibilità di formarsi a un giovane sammarinese. Ma sarebbe stato opportuno inserire una figura di grande e comprovata personalità che potesse supportare la delicata fase di start up dell’organismo”.

Marino Riccardi (Psd): “Governo e maggioranza hanno preso un granchio e sarebbe più corretto essere umili e ammetterlo. Con questa decisione si dimostra che l’ultima parola spetta sempre alla politica, meglio fare una pausa di riflessione aspettare il Consiglio di marzo”.

Inserita il 26/02/2009 da Uff. Stampa Congresso di Stato