contributo sammarinesi logo4 immagine intestazione opinioni a confronto
qui puoi contattarci
inserisci il tuo messaggio

Uno scudo.... crociato?

Vorrei iniziare con una mia riflessione su un argomento in gran voga in questo momento “i paradisi fiscali” e mi chiedo come mai esistono.
Ebbene, la risposta mi viene spontanea, esistono i paradisi perché ci sono gli inferni fiscali, esistono perché ci sono paesi che inducono  all’evasione fiscale.
Ovviamente in questa competizione per così dire tra il “bene e il male”, non li ho chiamati io così, se vogliamo riconoscere almeno un lato positivo ai paradisi fiscali è quello di contribuire, in un sistema globale, a fare competizione.
E’ impensabile quindi demonizzare un paese perché ha un regime fiscale più conveniente, ritengo sia un diritto sovrano di ogni stato e un suo dovere garantire il benessere dei propri cittadini.
Detto questo, ciò non toglie, in un contesto di sviluppo e di crisi economica globale,  che aspetti dannosi come il riciclaggio di denaro o forme di protezione che favoriscono gli affari illeciti, come l’anonimato, debbano essere  controllati secondo una normativa internazionale tale da non recare danno a nessuno.
In questo senso, particolarmente intenso è stato e resta l’impegno che la nostra Repubblica si è data tra non poche difficoltà, per adeguarsi alla normativa internazionale ed allinearsi con i paesi cosidetti “virtuali”. Un cambiamento epocale che cambierà in maniera importante il nostro modello di sviluppo.
Ciò nonostante la guerra mediatica dei grandi gruppi finanziari che sperano solo nel crac del nostro sistema, continua sempre più incalzante e strumentale mentre l’accordo da tempo parafato con l’Italia, tarda a venire, ritardo che sembra legato al rientro dei capitali del famoso scudo fiscale. Questo, a sua volta, riporta l’attenzione dell’OCSE sulla mancata firma con l’Italia e mette perfino in dubbio gli accordi già siglati, creano una spirale inverosimile e una situazione a dir poco paradossale, in cui la Repubblica di San Marino, attaccata su tutti i fronti, è diventa la vittima e al contempo capro espiatorio.
Tutto quello che San Marino ha fatto con l’obiettivo, e lo sottolineo, di combattere l’evasione fiscale e il riciglaggio di denaro, di allinearsi alla normativa internazionale sulla trasparenza, ora, sembra non sia più sufficiente, perché eisirono altri interessi.
Cos’altro deve espiare San Marino e soprattutto da chi deve ancora subire?
E se per una volta anche noi ci permettessimo di giudicare l’operato degli altri?
Allora vediamo…. cos’è lo scudo fiscale lo sappiamo, mediante lo scudo il governo italiano si propone il recupero di una parte dell’evasione fiscale, il rientro di ingenti capitali per favorire l’economia e lo sviluppo delle imprese. Ora resta da capire come è stato impostato e quali danni comporta ai famigerati evasori fiscali.
Credo, e come me lo crederanno tutti quei cittadini italiani onesti che pagano le tasse, che la modalità dello scudo italiano non persegua obiettivi morali, di giustizia e di equità, ma piuttosto quello di fare cassa e di farlo nella maniera più convincente,  senza preoccuparsi delle dovute conseguenze. E’ proprio questa particolarità che rende lo scudo italiano appetibile  e di sicuro successo, ma c’è da chiedersi a quale prezzo ciò sia giustificabile.
Il fatto è che, lo stato italiano è così vigile e giusto, che pur di far cassa se la prende con tutti gli evasori incalliti, come ad esempio i nostri 5000 lavoratori frontalieri, che non sono in nessuna maniera evasori fiscali e che, puntualizzo, San Marino ospita e offre loro lavoro.
Il fatto è che, a differenza di altri stati che penalizzano fortemente la regolarizzazione dei beni scudati, in Italia, l’evasore se la cava con l’aliquota minima del 5% , creando non poche perplessità tra chi ha sempre pagato onestamente le tasse al 33% o più, tale da indurlo a pensare se in futuro gli convenga pagare ancora le tasse, tanto prima o poi ci sarà un altro condono.
Il fatto è che, chi scuda i suoi capitali, qualunque sia la loro provenienza, qualunque frode abbia commesso, incluso il falso di bilancio, li  legalizza, li lava, li stira e li spaccia per nuovi, e, alla faccia dei paradisi fiscali, mantiene pure l’anonimato.
Il fatto è che lo scudo, per i paesi della UE non impone il rientro dei capitali, in questo caso dovranno solo essere regolarizzati, mentre anche se per i paradisi fiscali è imposto il rimpatrio, questo può essere semplicemente “giuridico” e quindi non comportare la sottrazione degli stessi dalle banche extra CEE.
Il fatto è che, certe banche extra CEE potrebbero puntare al rilancio facendo offerte maggiori del 5% e far rientrare dall’Italia i capitali scudati, andando a premiare per la seconda volta l’evasore.
Il fatto è che le banche, qualora abbiano a disposizione nuovi capitali, siano più propense ad investirli sui mattoni piuttosto che sui prestiti agli imprenditori e al rilancio dell’economia.
Il fatto è, e su questo credo mi diano ragione tutti, che l’unico modo per combattere i paradisi fiscali sia farlo con le stesse armi, o meglio, non imitarli con operazioni poco trasparenti, perché allora non ci sarebbe più alcuna differenza tra moralizzatore e corruttore, ma riducendo le tasse e avere più rispetto per i cittadini e i tanti contribuenti onesti.

Inserita il 16/11/2009 da Maurizio Giri